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EMERGENZA CRIMINALITA’ A GENOVA E VIDEOCAMERE TAROCCHI,
PINOCCHI E… PINOTTI
Sedetevi comodi, questa è una storia emblematica del nostro
paese e di come vengono affrontati i problemi reali dei cittadini, al di là
delle “appartenenze” e dei credo politici. Avevamo già segnalato che interi
quartieri della città sono la sera ormai invivibili, in balia di bande di
delinquenti di varia estrazione, ma principalmente extracomunitari a giudicare
dalle statistiche. In particolare il fenomeno si è accentuato a Sampierdarena
dove tra baby prostitute (anche di 14 anni) , spaccio di droga , furti e rapine
nelle case, piazze in mano a romeni ubriachi la situazione è ormai al limite.
Donne che non posso più uscire neanche alle 20 di sera, pensionati rapinati nel
portone di casa, risse e accoltellamenti sono all’ordine del giorno. E’ di
qualche giorno fa notizia di un gruppo di giovani che hanno inseguito e bloccato
due extracomunitari che avevano appena rapinato un anziano, segno che
l’esasperazione porta ormai a una reazione forte e a proteste sempre più
diffuse. Tutti chiedono misure severe, prevenzione ma anche repressione dei
reati. Sampierdarena è zona dove i Ds mietono voti a volontà e quindi ci si
aspettava una assunzione di responsabilità da parte della sindaco Marta Vincenzi.
Ma prima che Sua Soavità facesse la solita passerella kriziana anche in questo
quartiere ecco che la brucia sul tempo “gambalunga” Roberta Pinotti, presidente
diessina della Commissione Difesa della Camera. Si precipita a Genova, sale con
affanno le scale della Prefettura, ovviamente con fotografi al seguito,
documenti alla mano dimostra “io a Sampierdarena ci sono nata, in via Rota
vedete?.. le mie figlie vanno a scuola qua , ecco l’iscrizione a scuola”…ed ecco
la Roberta che illustra al prefetto le misure che Sua Eminenza porta dal governo
centrale per fermare il degrado della delegazione. Tra il lampeggiare dei flash,
tailleur grigio e sguardo risolutore, la Roberta annuncia ” Non solo rinforzi di
100 uomini tra le forze dell’ordine ma soprattutto telecamere in tutto il
Ponente : nulla sfuggirà all’occhio del Grande Fratello . I sampierdarenesi in
visibilio intonano “Roberta… santa subito…santa subito” , i più riservati si
limitano a chiudere le imposte temendo che l’occhio “ovunque” possa violare la
loro privacy e che poi la Roberta vedendo cosa preparano per cena si autoinviti
a casa loro. Era il 5 ottobre, la Pinotti garantì “entro una settimana le
telecamere saranno attive”…oggi è trascorsa …ma che è successo nel frattempo ?
Premettiamo che le 22 telecamere del Ponente promesse dalla Pinotti sono le
stesse finite nel Patto per la sicurezza firmano il 14 giugno in Prefettura
davanti al viceministro dell’Interno Marco Minnitti e quindi già appaltate
(sembra di essere ai tempi del Duce dove cambiava città e gli facevano vedere
gli stessi carri armati..), la Pinotti le ha rivendute come nuove insomma….
Comuqnue 16 su 22 sono già installate sulle facciate dei palazzi ma non
funzionano e sapete perchè? Lo ha scoperto un attento cronista del Secolo XIX :
semplicemente e tragicamente per il motivo che nessuno si è ricordato che
dovevano essere allacciate alla corrente elettrica …E dato che nessun Ente ha un
capitolo di spesa nel bilancio per attivare un contratto con l’ENEL e pagare i
bollettini è tutto bloccato…così Genova farà davvero notizia nel mondo,
arriveranno turisti anche dal Giappone per fotografare le nostre telecamere non
allacciate alla corrente…vai Marta… che la prossima “notte bianca” arriveranno i
turisti a valanga e non a “corrente alternata” !
Alla notizia uscita sul giornale, panico tra i “maggiorenti”, preghiere da
accattonaggio alla ELSAG di pagare loro per ora allaccio e bollette, siamo alla
questua…pazzesco.
L’azienda che ha fornito le telecamere di sorveglianza pare abbia obtorto collo
accettato di fare questo favore e ora la promessa è diventata “dateci altri 15
giorni e tutto sarà a posto” . Ma non è finita qua… qualche altro dettaglio: le
22 telecamere sono state acquistate grazie a uno stanziamento della Regione
Liguria ma non con fondi approvati dalla giunta Burlando, ma con un fondo
apposito della precedente Giunta di Centrodestra…costo 325.000 euro. Quindi
nessun merito a chi se ne vanta e che dimentica l’allaccio…Un’altro dettaglio?
La nuova rete non è tarata per dialogare con le altre 70 telecamere sparse per
la città e occorrerà un nuovo finanziamento per rendere compatibili i due
sistemi… Un’altra considerazione? Il primo blocco (circa 40) di telecamere
funzionanti furono messe in occasione del G8 ( ricordate ? Quando ingenti forze
di polizia attaccarono inermi cittadini e devastarono tutti i negozi di
estintori di Genova? ), ma il secondo blocco (circa 26) furono messe nel
Centrostorico su proposta del questore Fiorolli e sponsor il presidente della
Regione Biasotti…e ditemi…vi ricordate il casino che fece la Sinistra perchè non
le voleva? E che dicevano allora gli amici della Pinotti ? Che era una
militarizzazione, che era una violazione della privacy, che ci voleva dialogo e
non telecamere! Ecco cosa dicevano quelli che ora si presentano come gli
apostoli della sicurezza…che farsa. Ora fanno arrivare, come a Fort Alamo, i
rinforzi: 100 uomini in più tra carabinieri, polizia e guardia di finanza per
pattugliare le strade del Ponente…ma con che cosa pattugliano se non c’è una
lira per mettere benzina in una volante? Se il Viminale non aveva neanche i
soldi per l’allaccio della luce? Con quali fondi si pagheranno gli straordinari?
Se a giorni manifesteranno le forze dell’ordine per una Finanziaria che non gli
riconosce una lira?
Una volta a Fort Alamo la cavalleria che arrivava a salvare gli assediati
suonava la tromba, qua l’unico suono che potrebbe salutare certi politici
tromboni sarebbe un bel concertino di pernacchie…fatevi una bella passeggiata a
piedi da soli a Sampierdarena la notte…fatevi accompagnare da qualche mediatore
culturale se possibile…magari riesce a tradurvi il labiale di chi esprime un
parere su di voi dalle finestre…Beh una cosa devo ammettere però…il tailleur
gessato della Roberta quando è andata in prefettura era davvero di ottima
qualità…da presidente operaia anche lei.
Si ringrazia www. destradipopolo.net
Il decreto è passato, Prodi ha avuto la fiducia...
Il decreto è passato, Prodi ha avuto la fiducia, Veltroni ha
vinto la prima battaglia da premier ombra. E da oggi possiamo vivere tutti più
sicuri perché gli immigrati comunitari sospettati di essere poco di buono
potranno essere cacciati senza tanti complimenti. Ce la possiamo anche
raccontare così, ma non è andata così. Ieri al Senato è successo che un
provvedimento di legge, varato dal governo sull’onda emotiva di un orrendo
omicidio avvenuto a Roma, sia passato per un pelo (Cossiga).
E solo perché il governo è stato costretto prima a mettere la fiducia e poi a
promettere che una norma inserita nel decreto - peraltro contenuta nel disegno
di legge di un suo ministro, Barbara Pollastrini -, che punisce le
discriminazioni contro gli omosessuali, sarà abrogata alla Camera. Per carità di
patria, ossia per non far cadere il governo, Rifondazione e il resto della
sinistra radicale hanno fatto finta di niente e hanno dato il loro assenso. Nel
frattempo, si erano fatte sentire pesanti pressioni vaticane, qualcuno diceva
addirittura che avesse telefonato il Papa in persona (ma questo è molto
improbabile) per convincere i senatori iper-cattolici a votare no. E infatti
Giulio Andreotti e Paola Binetti hanno detto no anche alla fiducia: le
rassicurazioni del ministro Chiti non li hanno rassicurati abbastanza. Questo è
successo ieri in Senato, a chiusura dell’ennesima settimana di passione per
Prodi e il suo governo, bombardato da tutte le parti, e in particolare dalla
parte che lo dovrebbe sostenere. Con un Bertinotti che lo paragona a un «poeta
morente», con un Veltroni che lo difende in pubblico ma che in realtà è già
d’accordo col Presidente della Camera – e anche con parecchi dirigenti del suo
Partito democratico, oltre che con parte dell’opposizione – per andare avanti
con le riforme in ogni caso, Prodi o non Prodi. Con un centrodestra che chiede
la sua testa un’ora sì e l’altra pure. E con una fibrillazione generale che non
consente di governare sul serio, al massimo di navigare a vista se non
addirittura di galleggiare alla deriva.
L’altra settimana era il welfare, quella prima la Finanziaria, ieri la
sicurezza, domani sarà di nuovo il welfare, poi ancora la Finanziaria e chissà
cos’altro. Soprattutto è evidente da tempo, e da ieri lo è ancora di più, che
questa maggioranza non sta insieme e non sta nemmeno in piedi. Qualunque sia
l’argomento in discussione c’è qualcuno che si dissocia, che minaccia di votare
no o addirittura che dichiara fallita la missione del centrosinistra (da Dini a
Bertinotti). Non è una questione di numeri, ma politica. Ed è allora con la
politica che bisogna affrontare il problema. Ed è allora che il presidente del
Consiglio potrebbe – anzi dovrebbe – prendere l’iniziativa: magari smettendo di
far finta che tutto vada bene e che il tempo gli darà ragione. Perché il tempo
ormai sta scadendo, o forse è già scaduto.
Riccardo Barenghi - La Stampa
Il salto nel buio - Con la crisi istituzionale si è aperta
anche quella politica
Il nostro giornale aveva avuto modo di sottolineare più volte
nel corso di quest'anno come il governo Prodi e la coalizione politica che lo
sostiene - o lo sosteneva - avessero messo a rischio lo stesso tessuto
istituzionale della Repubblica.
Questo lo si era visto fin dal primo momento con la scelta di far salire ai
vertici delle istituzioni esponenti, per quanto fossero prestigiosi, provenienti
dalla maggioranza, senza preoccuparsi di offrire le giuste garanzie
all'opposizione, che pure aveva ottenuto i consensi di poco meno della metà del
corpo elettorale.
E poi successivamente scegliendo di "militarizzare" le cariche dei senatori a
vita, divenute tutte aggiuntive alla maggioranza di centrosinistra e utili per
garantirle le condizioni necessarie ad andare avanti nei vari passaggi
parlamentari. Non di meno è stato fatto con la Rai, dove si è mantenuto il
presidente di garanzia nominato con il precedente governo, perché trattavasi
appunto di una personalità proveniente dai Ds.
Non contento, il governo ha pensato bene di far decadere un consigliere
d'amministrazione della passata maggioranza. Il Tar ha, come era prevedibile,
annullato tale decisione, e il ministero dell'Economia è entrato in conflitto
con il Tar, fino alla definitiva ratifica del Consiglio di Stato. Ma sembra che
si possa evitare il conflitto con il Consiglio di Stato, e di ciò siamo
compiaciuti.
Nel frattempo si è aperta la polemica con il presidente della Camera -
attraverso la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Micheli
- dopo un'intervista in cui l'onorevole Bertinotti ha definito Prodi "un poeta
morente" e di fatto sancito la fine politica ed il fallimento dell'attuale
centrosinistra. Ovviamente il governo poteva scegliere di dimettersi di fronte
ad un attacco a viso aperto dalla terza carica dello Stato, che è anche il
leader del secondo partito della coalizione, ora che Ds e Margherita insieme
formano il primo. Ma, come si sapeva, a Palazzo Chigi non si scompongono per le
parole di Dini, non si scompongono per quelle di Boselli, non battono ciglio per
quelle di Mastella. Allora avrebbero fatto bene ad ignorare anche quelle di
Bertinotti, invece di replicare con termini nei quali si dice alla terza carica
dello Stato di non avere, per l'appunto, senso dello Stato.
In questa maniera Palazzo Chigi non solo ha aggravato la crisi politica,
mettendo in discussione l'elezione del presidente della Camera fatta a suo tempo
dalla maggioranza (in pratica il centrosinistra ha mandato a rappresentare lo
Stato chi è privo del senso dello stesso, almeno secondo il parere ultimo del
governo) ma ha anche definitivamente trasformato l'agonia politica in crisi
istituzionale. Questa è una deriva pericolosissima per la Repubblica, la
peggiore che si potesse temere e che pure è stata imboccata precipitosamente.
Dubitiamo molto, a questo punto, che la sola riforma elettorale sia plausibile.
E' poi vero che per correggere una situazione di questa eccezionale gravità
servirebbero uno sforzo ed una responsabilità di molti. Purtroppo pochi, oramai,
sembrano dimostrare le qualità necessarie a superare una tale disastrato
scenario, mettendolo al riparo da danni ulteriori.
Roma, 6 dicembre 2007
Una sinistra incapace di rompere con il suo passato di
illusioni
"La lotta continua". Ha fatto un certo effetto rétro vedere il
vecchio Pietro Ingrao troneggiare alla manifestazione contro il precariato di
sabato scorso a Roma e usare questa formula sessantottina per sintetizzare il
messaggio politico che si voleva mandare. Con Pietro Ingrao ed il suo
rispolverato slogan da battaglia, la sinistra radicale ha dato appieno il senso
del suo profondo legame con un passato che non intende far passare. Il fiume di
persone che si sono snodate per le vie di Roma dànno soprattutto il segno di una
resistenza contro il tempo che ha visto erodere via via tutte le loro più forti
convinzioni. Si aggrappano agli ultimi brandelli delle loro ideologie con le
unghie e con i denti, senza nemmeno riflettere su quanto siano sbagliate. Non
comprendere che il mito del posto fisso è caduto - come il muro di Berlino - e
che la precarietà è una condizione con cui misurarsi, anche da contrastare, da
regolare se ci si riesce, ma che non si può cancellare d'emblée senza
precipitare nella disoccupazione, significa muoversi nella ottusità politica più
totale. E non a caso il simbolo è Pietro Ingrao, un comunista che ogni dieci
anni ammette dieci errori commessi in precedenza, e poi li fa di nuovo. Beata
sconsideratezza! E' vero invece che il milione delle persone in piazza, come
hanno detto alcuni esponenti del governo, dovrebbero contare più del voto di un
singolo senatore. Cioè dovrebbero convincere il governo a calibrare le sue
scelte sulla base delle richieste di una tale folla. Perché è anche vero che
questa imponente manifestazione non era contro il governo: era infatti contro il
Pd. La prima mobilitazione di massa della sinistra conservatrice e delle sue
icone contro chi si è piegato al verbo del riformismo. Una mobilitazione di
massa per far sapere che una eventuale operazione moderata riformatrice rivolta
a condizionare il governo ha il fiato corto. Ingrao l'ha subito notato: "Noi non
siamo moderati, vogliamo un cambiamento profondo", e detto da uno che voleva
fare "come in Russia" nel 1917, c'è da credergli.
Ora il governo può decidere di tenere conto della manifestazione, e dovrà
tenerne conto. Lo stesso leader del Pd, Veltroni, che pure era il principale
bersaglio del comitato organizzatore, ha detto che occorre prestare attenzione
alle ragioni della piazza di S. Giovanni.
Ma allora ecco nuovamente cadere l'intesa siglata sul protocollo del welfare con
il sindacato, ecco liberare le energie centriste della maggioranza che difendono
l'accordo con i denti, ecco insomma la crisi del governo.
Altrimenti Prodi e Veltroni possono decidere di procedere dritto per la loro
strada, blandire la folla di sinistra ma non toccare niente degli accordi
siglati, presentarsi in Parlamento ed aspettare lo stillicidio di emendamenti
che la stessa maggioranza ha presentato alla Finanziaria. Il Parlamento è
sovrano, ma quando corregge 1000 volte il governo e su temi di questa
importanza, è il governo ad aver concluso il suo itinerario. E non perché
qualche senatore è stato corrotto, come pure ha detto pietosamente Prodi; ma
perché sono venute meno le ragioni politiche di coesione fra le forze che lo
compongono e che si sono scontrate fra loro dal primo giorno e continueranno a
scontrarsi fino all'ultimo.
Speriamo, nell'interesse del Paese, di essere giunti allo showdown.
Roma, 22 ottobre 2007
Il sole gratis di Pecoraro Scanio
Non avrà lo stesso effetto de “le tasse sono bellissime”, perché
l’ignoranza di molti colleghi è, soprattutto in campo tecnico e nei settori
specifici, talmente alta che non mi meraviglierei che qualcuno immaginasse che,
per far funzionare gli elettrodomestici con l’energia che ci viene dal sole, è
sufficiente metterli in spiaggia, magari togliendo loro la carcassa di
rivestimento e lasciando solo l’essenziale, come facciamo noi esseri umani
quando prendiamo la tintarella nei mesi assolati. Il “vangelo” dei giornalisti
“copia ed incolla”, l’agenzia Ansa, dedica un lancio ad una dichiarazione del
ministro Alfonso Pecoraro Scanio che dovrebbe fare trasalire, indignare, portare
a sfiduciarlo. Afferma il ministro: «Il sole è gratis: chi è contro l’energia
solare lo è solo perché non può ottenere concessioni e non può lucrare. Una
volta che i cittadini potranno produrre energia da soli, avranno una grande
indipendenza energetica». L’energia dal sole sarebbe gratis, qualora appunto la
si ottenesse per semplice esposizione degli apparati utilizzatori, ma non è
così. L’energia elettrica da fotovoltaico è tra le più costose forme di energia
elettrica, perché un impianto fotovoltaico ha un costo di installazione che si
aggira intorno agli ottomila euro per chilowatt di picco (la potenza massima
nelle migliori condizioni di insolazione) contro, con l’attuale cambio tra
dollaro euro, di novecento/mille euro al chilowatt ai morsetti di centrale di un
moderno impianto nucleare. Inoltre, l’impianto nucleare è in grado di erogare
con continuità alla massima potenza, sia di giorno che di notte, sia con il sole
che con il nuvolo; al contrario l’erogazione di un impianto fotovoltaico è
condizionata dalle condizioni meteorologiche ed ambientali, che influiscono,
penalizzandola, sulla già bassa resa finale in quanto il rendimento dei
dispositivi di conversione è funzione dell’irraggiamento, con effetto
amplificato dal fatto che a sua volta dipende dal rapporto tra resistenza del
dispositivo e resistenza di carico. Nessuno parla della necessità di periodiche
pulizie, soprattutto in ambiente urbano o viciniore, con costi da quantificare e
con rischi di incidenti sul lavoro. Mi rendo conto che sono concetti impossibili
per una categoria che, come è stato fatto notare in sede di Consiglio Nazionale
dell’Ordine dei Giornalisti del 3 e 4 ottobre 2007, pretende di informare in
materia giudiziaria facendo confusione tra GIP (Giudice per le Indagini
Preliminari che ha principalmente funzione di garantire l’indagato nelle fasi
delle indagini preliminari) e GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare che decide
sulla richiesta del pubblico ministero sul rinvio a giudizio dell’imputato,
sull’applicazione della pena a richiesta dell’imputato, sulla richiesta del rito
abbreviato); in materia energetica confondendo le unità di potenza, i chilowatt,
con quelle di energia, i chilowattora. Però è per questo che, pur essendo il
Sole gratis (almeno finché non lo tassano) l’energia elettrica che viene
prodotta da tale fonte ha costi proibitivi compatibili solo con le applicazioni
spaziali e con la talebana infatuazione del ministro Alfonso Pecoraro Scanio per
il fotovoltaico, che paga l’eliochilowattora fotovoltaico, naturalmente a spese
della totalità degli utenti, a cifre esorbitanti, che contribuiscono a fare
crescere ancora di più la nostra bolletta elettrica, già tra le più esose al
mondo proprio per l’assenza tra le fonti del nucleare e del carbone, molto, ma
molto, ma molto ... (soprattutto la prima) più economiche del “Sole che è
gratis”, oltre ad essere bellissimo e ridente, come le tasse di Padoa Scioppa.
Sveglia “bamboccioni”! Contro i 63 centesimi di euro ottenibili come tariffa
massima a sostegno dell’invalido, ed invalidante per il sistema, chilowattora
solare, si potrebbe produrre lo stesso chilowattora ad un centesimo di euro,
riattivando le centrali dismesse di Caorso e di Trino Vercellese. Lo afferma uno
dei nostri maggiori veri esperti in materia, l’ingegner Paolo Fornaciari
attualmente Presidente del Comitato Nucleare per il Rilancio del Nucleare (CIRN),
che i soloni di ANSA e i loro pedissequi discepoli del “copia ed incolla”
censurano con l’infamante accusa di favorevole al nucleare. Ma il ministro
Alfonso Pecoraro Scanio, quello della Conferenza nazionale sui cambiamenti
climatici, dice che il Sole è gratis e che è vittima delle lobby nucleari. E la
stampa omologata gli fa da cassa di risonanza, censurando le voci contrarie. Il
ministro Alfonso Pecoraro Scanio ed i colleghi omologati sono tutte persone
d’onore, magari talebane nelle loro convinzioni e nelle loro asserzioni, ma sono
persone d’onore. A proposito, Beppe Grillo che è andato a tediare Romano Prodi
con un dossier sulle cosiddette fonti alternative, causandogli una crisi di
profondo pensiero, preferisce venire considerato un comico od un uomo d’onore? A
tal punto i due termini rischiano di diventare sinonimi.
Articolo di: Giorgio Prinzi
(articolo tratto dal quotidiano 'L'opinione delle Libertà' dell'11 ottobre 2007)
Sotto il simbolo dell'edera perché Gravina si propone come
fucina politica
GRAVINA IN PUGLIA (Bari) - Gli sviluppi del panorama politico a
livello nazionale e gli scenari che si stanno affermando, preso atto
dell'importanza sempre crescente dell'affermazione dei valori repubblicani
all'interno della società del ventunesimo secolo, hanno fatto sì che le
Segreterie politiche del P.R.I. e del M.R.E. di Gravina in Pug1ia, sotto il
simbolo dell'edera, hanno dato l'impulso alla riunificazione dei due partiti a
livello locale.
Tale operazione, condotta nella nostra città, dopo aver ricevuto l'imprimatur a
livello provinciale e regionale, porta, la stessa, alla ribalta nazionale perché
Gravina si propone come fucina politica per l'attuazione del progetto di
unificazione dei due partiti.
Il laboratorio politico in questione conferma, rafforza e sostiene l'appoggio
dell'attuale coalizione di centro sinistra che amministra la nostra amata città
.e vuole porsi come nuova forza politica che dia valore aggiunto alla coalizione
in quanto costituito da forze giovani anche se appartenenti ad un partito con
grandi tradizioni storiche.
Le due segreterie, a breve, previa indizione di un congresso cittadino
congiunto, comunicherà la composizione dei nuovi organi direttivi.
Gravina in Puglia, lì 27.10.2007
Il segretario del M.R.E di Gravina in Puglia
Vincenzo Artal
Il segretario del P.R.I. di Gravina in Puglia
Giuseppe Loglisci
Il Consigliere Comunale M.R.E.
Gioacchino Carone
L´Assessore Comunale all´Ambiente
Emanuele Digennaro
LE PRIMARIE nel Palazzo Comunale...
Santa Maria a Monte (Pisa) - Come in tutta Italia anche a Santa
Maria a Monte si sono svolte le primarie.
Quasi 600 sono stati i votanti per scegliere i candidati per mandarli a Firenze
e a Roma per la costituzione del Partito Democratico.
Una sorpresa inaspettata il Sindaco David Turini è stato trombato.
Anche a Firenze e a Roma lo conoscono, forse lui non è troppo democratico per
far parte di questa nuova aggregazione!...
Ma oltre a questa nota di colore, la cosa che non abbiamo capito, e che sarebbe
giusto capire, il perché del seggio delle primarie sia stato ubicato
nell´ingresso del Palazzo Comunale.
In passato quando è stato richiesto l´accesso e l'uso dell'ingresso del Palazzo
Comunale, ci è stato detto che la sede istituzionale serve per le ISTITUZIONI,
invece questa gente la usa per feste NEW- AGE e ora per le PRIMARIE per un
partito politico.
Questa è la loro DEMOCRAZIA.
Complimenti......
Alberto Fausto Vanni - P.R.I. di Santa Maria a Monte 19 ottobre
La strada dei marmi assorbe tutte le risorse di bilancio
Cominciano le dolenti note: la strada dei marmi assorbe tutte le
risorse di bilancio, non possiamo fare investimenti ma solo manutenzione
ordinaria, dobbiamo aumentare le tasse. Però, siccome siamo di sinistra, lo
dobbiamo fare imbastendo un tavolo di concertazione su un percorso ... cercando
un modo ... sulla base di un serrato confronto con ... Ma quante balle!
Cominciamo dal primo punto: Strada dei Marmi. Che quest´opera avrebbe assorbito
larga parte delle risorse comunali si sapeva benissimo. Forse non tutti sanno
che poteva essere fatta a costo zero con un Project Financing che l´allora PDS
fiorentino affondò. E per i soliti bischeri che chiedono documenti e prove: ero
nel gruppo dei geologi che doveva elaborare parte del progetto con una strada
diritta e senza "pance". Sempre per i bischeri di cui sopra, il termine "pancia"
per la strada dei marmi l´ho coniato io e ricordo anche in quale occasione.
Approposito di bischeri: avete fatto caso che chiedono sempre prove e documenti
ma loro non ne portano mai? Ma andiamo avanti con le nostre considerazioni:
ormai la strada che abbiamo è quella voluta dal Sindaco Conti, ovvero una strada
priva dei requisiti necessari ad essere di grande traffico. Qualcuno ha detto
che una carreggiata tre metri in più o in meno non cambia nulla. Come dire che
una riduzione del 25% è una giacchettata. Lascio a voi le conclusioni. Ma il
peggio è nella gestione. Ho visto il resoconto contabile dei primi dell´anno e
c´è veramente da porsi delle serie domande . Ma di questo avremo tutto il tempo
di parlare. Certo è che i costi di gestione possono essere drasticamente
ridotti. Punto secondo: la tassa sulle scaglie. Le multinazionali hanno un
guadagno (ripeto: guadagno e non costi) medio a tonnellata di centocinquanta
euro che tradotto in totale delle tonnellate estratte ( quattromilioniemezzo)
fanno la bellezza di 675 milioni di euro l´anno. E noi cittadini paghiamo loro
anche la strada. Di nuovo mi astengo da ogni ulteriore considerazione. Penso che
i numeri bastino e avanzino. In compenso l´Unione delle Banche Svizzere vuol
comprare tutte le cave di Carrara. Per conto di chi? Naturalmente i soliti
bischeri si alzeranno in coro ad urlare che i numeri non sono quelli. Un po´
come il Porto Commerciale. Tutti mi davano contro ed oggi la CGIL denuncia che
ci sono 142 dipendenti, Come ho sempre detto: una cavetta. Ma per chi? In
compenso trasformandolo in turistico avrei migliaia di posti di lavoro. Ma i
miei amici dell´Eco Apuano non vogliono e quindi ... Punto terzo: oneri di
urbanizzazione. Dobbiamo andare velocemente alla variante del Piano Strutturale
per rilanciare l´edilizia cittadina e rimpinguare le casse comunali di quattrini
prodotti da vero reddito. Ma attenzione: smettiamola di ritenere le colline un
tabù. Camaiore ha delle colline splendide, urbanizzate con sapienza. Carrara ha
delle colline povere e brulle che, da un lato, rappresentano bene la Città e la
sua economia, dall´altro sono un monumento all´ignoranza ambientale. Quindi i
Partiti della sinistra tradizionale che sostengono questa maggioranza, dovranno
impegnarsi a perseguire iniziative politiche che non portino alla tassazione dei
cittadini, ma che vadano a prendere denaro laddove il denaro c´è e viene fatto
sfruttando la ricchezza dei carraresi. Per concludere due parole sul nuovo
partito del centrodestra: quando Berlusconi annunciò la caduta del Governo il 14
novembre, mi chiesi se era rimbambito o se ne stava combinando una delle sue. Ne
stava combinando una delle sue. Berlusconi ha trasformato la politica in
marketing aziendale e, potendo fare e disfare a suo piacimento senza dovere
rendere conto a nessuno, ha spiazzato tutti e tratta direttamente con Veltroni.
Un vantaggio noi repubblicani l´abbiamo: si ritorna (o almeno pare) al
proporzionale. Per il resto la nostra area culturale di riferimento resta l´ELDR
e come ho già avuto modo di dire, vedo in futuro una semplificazione del quadro
politico in senso europeo. Un area popolare, una socialista, una
liberaldemocratica,una conservatrice,una di ispirazione postcomunista ed una
ambientalista. E quindi, ai repubblicani carraresi, dico quanto già detto per il
PD: non ci interessa il nuovo partito del centrodestra. Ma ci deve interessare
la costituzione di un forte partito liberaldemocratico, meglio se
liberalrepubblicano.
Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 20.11.07
Inizia quest'avventura con il PRI
Lunedi scorso si è tenuta, presso la sezione "Lando Conti" del
Partito Repubblicano Italiano di San Pancrazio Salentino (BR) l'incontro
pubblico inaugurale.
sono intervenuti:
- il Dott. Corrado De Rinaldis Saponaro, vicesegretario nazionale del PRI;
- il Dott. Lorenzo Conti, figlio di Lando Conti, sindaco repubblicano di Firenze
assassinato dalle Brigate Rosse il 10.02.86, a cui è intitolata la sezione del
PRI di San Pancrazio.
Ha fatto gli onori di casa il Segretario cittadino Tiziano Carrozzo, 25 anni, ed
ha coordinato i lavori Giuseppe Puricella, 25 anni.
Erano presenti molti amici, rappresentanti delle istituzioni, giovani,
repubblicani storici di San Pancrazio (graditissima la presenza di Enzo Vergara,
Segretario del PRI a San Pancrazio negli anni d'oro per l'edera).
Dopo i saluti, un emozionatissimo Tiziano Carrozzo ha dato la parola a Giuseppe
Puricella che, sebbene fosse alla sua prima uscita pubblica, ha dimostrato di
saper controllare i tempi di un discorso politico incentrato sulle prospettive
del Partito Repubblicano e dei giovani che compongono la sezione.
Il Dott. Giuseppe Puricella si è soffermato, in particolare, su alcuni progetti
che il gruppo del PRI intende sviluppare: raccolta differenziata e energie
alternative.
Ha spiegato con precisione quali sono gli effetti di un cambiamento culturale in
favore della raccolta differenziata, sia in termini di maggior benessere
ambientale, sia in termini di risparmi economici.
Sull'argomento è intervenuto il Vicesegretario Nazionale dott. De Rinaldis
Saponaro, il quale dopo aver ribadito la necessità per i cittadini di
riacquistare il "senso civico", si è soffermato su una compiuta analisi politica
in cui versa il nostro Paese.
Il Dott. De Rinaldis Saponaro ha spiegato le ragioni che vedono il PRI in una
posizione alleata all'attuale centrodestra, evidenziando le anomalie che
caratterizzano, e viziano, la compagine governativa.
Il Vicesegretario Nazionale ha espresso viva e sincera gioia nel constatare che
il Partito Repubblicano a San Pancrazio è rinato per opera di giovani la cui età
media è abbondantemente al di sotto dei 30 anni.
Il Dott. Lorenzo Conti, nel porgere il saluto della Sua famiglia (ricordiamo che
la nostra sezione è dedicata a Suo Padre, Lando Conti) ha voluto rinnovare gli
auguri ai giovani che hanno iniziato questa avventura.
Ha evidenziato la necessità che i giovani si riapproprino dei luoghi della
politica, che non si lascino emarginare dai "vecchi" politicanti, e che non
perdano l'entusiamo.
Con Lorenzo Conti il PRI ha stretto un patto, su Sua richiesta: a Lorenzo sarà
consegnata la tessera n. 1 del partito repubblicano - sezione Lando Conti.
Un particolare ringraziamento a Lorenzo, al Vicesegretario Nazionale Corrado De
Rinaldis Saponaro e a tutti gli intervenuti.
PRI San Pancrazio
p.s. siamo contenti che dai commenti dei due giorni successivi sia emersa una
"paura" nella gente: il PRI a San Pancrazio sembra essere un partito di giovani,
un partito in cui ragazzi si armano di coraggio e ambizione e puntano a
costruire un qualcosa per affermare le proprie idee.
Un partito in cui un ragazzo può entrare, contribuire con le proprie idee, far
qualcosa senza che ci siano giochetti dei vecchi politici, avendo il solo scopo
di proporre idee.
Giovani che agiscono in un paese in cui tanti sono i giovani che parlano senza
agire.
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