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Quando l'unico vero imbarazzo e ammettere gli errori commessi.

Lucia Annunziata ha scritto sulla "Stampa": "Non si capisce perché la sinistra di fronte al voto per il rifinanziamento della missione italiana in Iraq, sia di nuovo in imbarazzo. La scelta appare una sola: abbandonare la bandiera del ritiro è dire sì alla missione". Ci hanno fatto piacere queste parole, le stesse che il presidente del Pri, Giorgio La Malfa, aveva vergato la settimana scorsa sulle colonne dello stesso quotidiano.
Ed in effetti la sinistra ha pensato bene di dire no alla missione, come se nulla fosse successo, come sé in Iraq non si fosse votato, o peggio il voto non rappresentasse un bel niente per il popolo iracheno. Evidentemente ha contato di più l'opinione della signora Lilli Gruber, la quale rimane convinta che il popolo iracheno rimpianga la tranquilla dittatura di Saddam. Non sappiamo se ci siano margini per cambiare una posizione di questo tipo che ormai appare netta, a costo di smentire le recenti prese di posizioni di Rutelli e perfino di Fassino nel congresso dei Ds, che pure avevano fatto presagire un cambiamento. Ha vinto la regola dell'unità, quella che pure a detta dello stesso Fassino si sarebbe spaccata sulla politica internazionale. Se si voleva dimostrare dal primo giorno utile che la parola riformismo in quella casa è un termine vuoto, non si poteva farlo meglio.
Da parte nostra non riusciamo nemmeno a capire come si possano tenere insieme idee e comportamenti tanto contraddittori, così come preoccupa che sia questo il modo in cui ci si avvicina nel centrosinistra a grandi questioni internazionali. 
L'Italia che vorrebbe rappresentare Prodi non ritiene di doversi impegnare nella difesa di un governo democratico assediato dalle bombe e dal terrore, nonostante che sia stato regolarmente eletto. Peggio ancora sottovaluta, o nemmeno prende in considerazione, cosa possa rappresentare un simile evento per un'area nella quale abbondano le dittature ed i regimi oppressivi. 
E' una posizione talmente dissennata da contraddire persino i migliori propositi di chi, pur appartenendo a quello schieramento, riteneva a questo punto opportuna una svolta. 
Certo, una divisione delle opposizioni proprio a ridosso delle regionali avrebbe avuto un effetto 
terribile per quello schieramento. Ma ci chiediamo se non sia mille volte peggio un'unità conseguita sotto il segnodelle forze più estremiste.

Articoli tratti da "La Voce Repubblicana"


Anche al "Manifesto" hanno scoperto che....

Anche al "Manifesto" hanno scoperto che la guerra all'Iraq è costata 200 miliardi di dollari ed il petrolio che se ne è ottenuto ne vale si e no 30 miliardi. Soltanto che adesso sostengono che si farà aumentare il prezzo del petrolio fino a colmare la differenza con il prezzo della guerra. Ecco spiegato perché l'America punta su Wolfomtz alla presidenza della Banca mondiale. 11 dominio del dollaro alla base di quello del terrore. "Il mondo si dirige da Washington, questo il super insegnamento". A forza di rifiutare il capitalismo ed i suoi riti, i compagni del "Manifesto" ne hanno fatto un vero e proprio Golem. Non potendolo abbattere, si china lo testa. Dalla rivoluzione alla rassegnazione. Oppure in trincea con Al Zargowi

Articoli tratti da "La Voce Repubblicana"


 

 
 

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