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Partito Repubblicano Italiano
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PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO

P.R.I. Sezione Leone Garbarino

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Aggiornamento 17 novembre 2008

TESSERAMENTO 2008

Il tesseramento al Partito Repubblicano Italiano si concluderà a fine Novembre.
Tutti coloro che desiderano iscriversi ad una Sezione ligure del Partito Repubblicano Italiano possono:

1- scaricare il modulo dal sito www.pri.it (trovare modulo foto Mazzini) Cliccare per Link
2- stamparlo e compilarlo
3- inviarlo in busta chiusa al seguente indirizzo: PRI Casella postale 207 PT business -16043 Chiavari
4- Darne comunicazione al seguente indirizzo: info@priliguria.com indicando un numero telefonico per consentire accordi sulle modalità di versamento della quota di iscrizione entro il 30/11/2008
Sarà cura del responsabile regionale indirizzare il neo-iscritto alla Sezione locale.
Per eventuali chiarimenti contattare il Segretario Regionale Dott. Paolo Bertuccio al numero mobile.: 3409885554

Chiavari, 17 novembre 2008
Paolo Bertuccio

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Posti di lavoro per sconfiggere la Criminalità

Paolo Bertuccio è segretario regionale del Pri, partito dalla nobilissima tradizione, nella Liguria che diede i natali a Giuseppe Mazzini e nell'Italia di Ugo La Malfa. Il Pri è stato l'unico partito italiano ad aver appoggiato Israele anche negli anni neri del terrorismo palestinese, quando i governi italiani,secondo autorevolissime testimonianze (il presidente emerito della Repubblica Cossiga), davano carta bianca ai terroristi che colpivano gli israeliani. Un episodio quasi da “leggi razziali"che andrebbe discusso.
Segretario, la scorsa settimana L'Opinione ha intervistato il coordinatore regionale di Forza Italia On. Scandroglio il quale ha parlato dell'operato del sindaco di Chiavari Agostino. Lei risiede a Chiavari, qual è il suo giudizio sull'amministrazione?
Il quadro è sostanzialmente positivo. Come Scandroglio, sottolineo la necessità di mantenere al livello ottimale la pulizia, i servizi di vigilanza, la manutenzione urbana. I punti negativi riguardano il mondo della produzione, la creazione di posti di lavoro, gli investimenti. Per ora sento parlare di decine di milioni di investimenti nel porto. Va bene, ma l'edilizia, anche se portuale, non è tutto, in un'economia locale e nazionale bloccata. Servono posti di lavoro veri. E' questo il primo punto del nostro programma, da sempre. Oggi sembra quasi che il lavoro non interessi a nessuno, forse si vive ancora di rendita, ma prima o poi questa finisce. Si pensi al turismo: serve un rilancio. Pensi che
40 anni fa i nostri albergatori offrivano il rimborso di tutte le spese di viaggio ai loro ospiti. E’ così che hanno creato la ricchezza che ora ci permette di sopravvivere.
La sicurezza in Liguria è un tema caldo. Quali le sue priorità?
Non ci sono priorità: ogni problema è importante. La creazione di posti di lavoro, se accompagnata dalla diffusione di un’etica del lavoro, è il fondamento della lotta alla criminalità. (Ma il diritto/dovere di fare carriera è stato osteggiato dalle sinistre, che hanno colpe sociali gravissime). La liberalizzazione dell’economia è un modo per offrire a tutti occasioni di crescita, il che combatte la piaga della droga, che colpisce la maggioranza dei giovani, privati di dinamica sociale. Bene le iniziative sulla prostituzione. Finora i Sindaci non potevano fare tutto: serviva una legge nazionale che è arrivata. Adesso si deve agire in tutto il Tigullio senza ipocrisia: il mestiere più antico del mondo può essere praticato in spazi chiusi, ma deve emergere dall’illegalità. Ciò può avvenire con la creazione di cooperative e col pagamento delle tasse. Mi meraviglia che il governo Prodi, che praticava il “paghiamo tutti le tasse” abbia chiuso gli occhi su quella che è una delle prime fonti di reddito in Italia.
Parliamo del commercio, settore importantissimo a Chiavari ed in Regione.
Il commercio è in crisi già da tempo. Servono nuove idee e nuovi imprenditori. Aggiungo: servono nuovi capitali, anche perché fino a qualche anno fa nei negozi di Chiavari arrivavano i residenti della Fontanabuona che però ora si sono organizzati localmente. Il tunnel tra la costa e la Fontanabuona potrà aiutare Rapallo, ma non il resto del Tigullio e del Levante ligure. Il Presidente dell’Ascom Bovone ha già più volte lanciato l’allarme ed ora è tempo che l’amministrazione risponda alle sue richieste, individuando soluzioni urbanistiche nuove, offrendo facilitazioni a chi opera nel commercio. E’ urgente e utile per le aziende come per i consumatori.
Elezioni: si stanno già scaldando i motori di tutti i partiti.
Il quadro parte da una constatazione: lo schieramento di sinistra è alla fine. Il PD e l’area di Rifondazione non offrono più alcuna soluzione agli elettori, anzi sono diventati parte del problema. Sono scandalizzato dagli scempi urbanistici di Sestri Levante e da quello inaudito che si vuole fare a Boccadasse, l’antico porticciolo peschereccio di Genova, che è destinato alla solita ristrutturazione targata Coop rosse, con costruzione di appartamenti di lusso ecc. Questa situazione impone all’opposizione di cui fa parte il PRI ligure, di muoversi per tempo, senza i ritardi e la mancanza di coordinamento di altre occasioni. Ne discuteremo con gli altri partiti quanto prima. Nel frattempo stiamo per lanciare un’iniziativa importante, un aiuto concreto ai cittadini che non arrivano alla quarta settimana. Ne riparleremo presto.

Intervista di Paolo Della Sala pubblicata su “l’Opinione” di venerdì 19 settembre 2008

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Ciao Alfio!

Alfio Lamanna se ne è andato. Delicatamente e quasi in silenzio, nello stesso modo in cui aveva profondamente amato gli ideali repubblicani, riferimento e guida dei pochi che nel generale fuggi fuggi negli anni novanta del secolo scorso sono invece rimasti al proprio posto, all’interno del Partito, per trasmettere ai giovani i valori nei quali hanno sempre creduto e per favorire il ricambio delle persone.
Gli amici lo ricordano – tra i numerosi incarichi ricoperti- Segretario e Presidente regionale del PRI, Assessore al Comune di Genova, e per un breve periodo Sindaco supplente della città, Presidente del Collegio Sindacale del Genoa Calcio Spa, ma non dimenticano l’Uomo, il Professionista stimato in Genova ed al di fuori dei confini della Liguria.
Ai familiari le più sentite condoglianze di quanti lo hanno conosciuto, frequentato, apprezzato e di tutti gli iscritti alle Sezioni liguri del Partito Repubblicano Italiano.

Chiavari, 17 giugno 2008
Paolo Bertuccio

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La sinistra torni su questa terra

Stiano a sentire, i signori della sinistra: oscillando fra depressione e prosopopea si rendono ridicoli, la sconfitta consegna nelle loro mani la possibilità di far nascere una sinistra sana, democratica ed occidentale. Già c’è chi affila le lame del regolamento dei conti, ma se pensano di rifare una coalizione sventolando le bandiere rosse con su la faccia di
Casini, o quelle arcobalenocon la faccia di Vendola, non hanno capito un bel niente. Sono fuori dal
mondo.La sconfitta romana è limpida, chiarissima: basta con i bellimbusti che non sanno cosa dire, ma lodicono bene; con l’apparenza a dispetto della sostanza; con professionisti della politica che si vestono facendo il verso ai miliardari; con l’imitazione degli americani senza sapere una sega dell’America. L’elettore di sinistra si è strarotto di votare succedanei
di quel che la destradetesta. La borghesia agiata ed annoiata se ne frega delle cravatte chiare su botton down, resta al ristorante e non va a votare (mitica la previsione di Vanzina!), mentre quelli che fanno la fila all’ipermercato (e che a sinistra chiamano “borgatari”, perché neanche sanno più cosa e dove sono le borgate) s’arrabbiano a vedere che c’è chi paga l’ombrellone quanto loro pagano d’affitto. Detto in breve: la sinistra è guidata da una classe dirigente vuota d’idee e
composta da mantenuti della politica. E tale disastro capita per due ragioni:
a. perché la sinistra che fu comunista si ostina a non volere fare i conti con il proprio ieri, condannandosi a non avere idee e valori per il domani;
b.perché nel vuoto di coerenza ed ideali si selezionano arrampicatori, cercatori di rendite,tendenzialmente nullafacenti dalla nascita.
Bene! la strasconfitta, l’essere stati infilzati da un avversario per niente centrista o buonista,dovrebbe aiutarli a cambiare musica. Comincino dal comunismo e terminino con il moralismo, non tralasciando nessuno dei loro orrori. Provino, magari per gioco, a campare una settimana con il salario medio di un mese. Facciano la fila, non dico per la pensione, ma almeno per il cinema, la domenica. Scopriranno un mondo, quello reale, che non si vede dalle ville degli amichetti loro, arricchitisi con municipalizzate e sottogoverno.
E’ un’occasione preziosa, almeno quanto le loro scarpe. Non la sprechino.

Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
Pubblicato da Libero

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Elezioni a Sestri Levante: dopo il turno di ballottaggio.

Lavarello ha vinto. Viva Lavarello ed auguri di buon lavoro. Il turno di ballottaggio alla elezioni comunali di Sestri Levante ha evidenziato ancora una volta la vittoria della sinistra organizzata, con l’espressione di un voto esclusivamente politico rispetto alla tornata elettorale squisitamente amministrativa.
Intendiamoci: non vi è nulla di male alle elezioni comunali fare riferimento ai partiti ed ai loro simboli, ma a Sestri Levante la sinistra ha messo in campo concetti da fortezza assediata ed i continui richiami “Dì qualcosa di sinistra” e “Fai qualcosa di sinistra” sembrano evidenziare al medesimo tempo che solo a sinistra sta la fede e la verità mentre tutto il resto è male e la preoccupazione di una possibile sconfitta forse non percepita appieno dai cittadini, ma ben presente tra gli addetti ai lavori.
Anche la dichiarazione rilasciata dopo il ballottaggio da un esponente di sinistra secondo il quale votando Ianni (candidato del PDL e sostenuto al primo turno anche da Lega e UDC ed al ballottaggio anche da noi) si poteva lasciare il comune in mano ad un fascista e ad una giunta razzista, la dice lunga sul clima politicizzato di questa tornata.
Dopo quindici anni di sinistra, i cittadini sestresi scelgono di confermare le sinistre al governo della città. Non possiamo mancare di osservare che in altre città dove da quindici anni governava la sinistra (Roma, Viareggio, per fare un esempio) i cittadini hanno sentito il bisogno di cambiare, mentre qui tutto è rimasto fermo al secondo dopoguerra, quando certe affermazioni potevano ancora avere un senso.
Il tempo, galantuomo, dirà chi ha avuto ragione.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno gratificato con la loro preferenza l’amico Sergio Magrone ed hanno seguito con simpatia il nostro impegno elettorale.
Ai cittadini diciamo che siamo presenti sul territorio. Continueremo a portare avanti i nostri ideali di libertà, laicità (sul cui vero significato le masse dovrebbero approfondire e meditare), buongoverno ed antifascismo, punto sul quale non accettiamo lezioni da nessuno.

Chiavari, 2 Maggio 2008
Paolo Bertuccio
Segretario PRI Regione Liguria

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VILLANOVA D’ALBENGA

Tra le cose lette sulla situazione del trasporto aereo nel nostro Paese vi è anche l’asserzione secondo la quale i piccoli aereoporti danneggerebbero Alitalia e che i piccoli aereoporti, considerati antieconomici, dovrebbero essere chiusi.
Non soddisfatto delle notizie fornite pure da autorevoli quotidiani ed in considerazione della distanza non eccessiva di Villanova d’Albenga dal luogo in cui vivo, a fine marzo ho ottenuto un appuntamento dal Generale Berta grazie ai buoni uffici dell’amico Gian Luigi Saluzzo e mi sono recato sul posto per apprendere le notizie dalla fonte.
Costruito nel 1922, quando ancora non esisteva l’aviazione italiana, l’aeroporto “Clemente Panero” di Villanova d’Albenga ha una pista perpendicolare al mare ed è racchiuso tra due piccole colline che lo proteggono dai pericoli che allora potevano provenire proprio solo dal mare.
Se escludiamo il “Cristoforo Colombo” di Genova, il “C. Panero” è l’unico aereoporto operativo sul territorio ligure e per la verità non ha nulla da invidiare al più grande e rinomato scalo della Superba, fermo da vent’anni al traffico di un milione di passeggeri all’anno, mentre Villanova cresce ad un ritmo del 10% annuo.
Vi possono atterrare aerei del peso di 45 tonnellate con 150 passeggeri a bordo e dal punto di vista tecnico è dotato di tutti i più recenti e moderni strumenti operativi. Di recente ha ottenuto la certificazione di aeroporto internazionale e l’autorizzazione al volo notturno, dispone di radio assistenza per i voli strumentali (Localizer, VOR Doppler e DME), di nuova aerostazione inaugurata nel luglio 2004 nella quale si svolgono tutti i servizi di finanza, dogana e di frontiera ed ha ottenuto la classe 5 internazionale ICAO antincendio. Tra le principali qualità: la riservatezza in arrivo e partenza, la rapidità delle procedure di imbarco e sbarco, nessuna perdita di tempo in code.
Il massimo splendore l’aeroporto di Albenga lo vive nei giorni prossimi alla gara di F1 di Montecarlo che si disputa tutti gli anni a maggio nel vicino Principato di Monaco. Bernie Ecclestone ha già prenotato da tempo uno spazio di sosta per il suo aeroplanetto e così pure han fatto gli altri big del grande carrozzone della F1.
Domanda: perché servirsi dell’aereoporto di Villanova, che pure dista alcuni chilometri da Montecarlo e non di quelli di Cannes e Nizza? La risposta del Gen. Berta non si fa attendere ed è la più ovvia per chi conosce perfettamente le potenzialità e la dinamicità del piccolo scalo.
“Cannes e Nizza sono ormai al collasso. Non possono potenziare le linee perché non hanno più spazi per la sosta degli aerei ed inoltre la grande quantità di passeggeri che vi transitano creano problemi organizzativi che stanno per diventare insormontabili. Viceversa, il nostro è uno scalo che dispone di tutte le potenzialità per ben funzionare: basta solo metterlo in grado di funzionare al meglio! E poi, affittando un’auto, da qui si può raggiungere la costa azzurra in breve tempo”.
E sulla ritenuta antieconomicità dei piccoli aeroporti?
Partiamo da un dato: l’aeroporto di Atlanta, negli USA, movimenta circa 87 milioni di passeggeri all’anno, cioè oltre duecentotrentamila persone al giorno con rispettivi bagagli al seguito. Le autorità internazionali prevedono che nei prossimi 15-20 anni il movimento di velivoli e passeggeri raddoppierà, con l’entrata in esercizio di grandi velivoli capaci di contenere oltre 600 persone e destinati a raccogliere un 3- 4% del traffico aereo mondiale, ma soprattutto con l’entrata in servizio dei Very Light Jet, nuova categoria di velivoli che volano negli spazi aerei dei grandi velivoli e che per i bassi costi saranno prodotti in migliaia di esemplari. Si renderà pertanto necessario decentrare questo grande traffico e rendere operativi anche quegli aeroporti che al momento sono sottoutilizzati o per niente utilizzati.
Negli USA il programma federale avviato nel 2006 prevede il recupero, l’ingrandimento o la realizzazione ex novo di cinquantamila piccoli aeroporti; Francia, Gran Bretagna e Germania sono le nazioni europee con le quali dobbiamo quaotidianamente confrontarci ed hanno un assetto aeroportuale ben superiore al nostro, mentre la Spagna sta per superarci. Se pensiamo che in Italia abbiamo poco più della metà di aeroporti rispetto ai Paesi da ultimo citati, discende l’ovvia conseguenza che sarebbe un’assurdità chiudere i piccoli aeroporti e pertanto sia Villanova d’Albenga, che gli altri piccoli aeroporti dislocati sulla Penisola, hanno un futuro operativo (e lavorativo) assicurato.
A Villanova resta ancora da attivare, a breve, il trasporto merci (fiori, carciofi) per il quale, peraltro è già stato riottenuto il decreto autorizzativo, ed i voli charter. Intanto si sta studiando l’organizzazione di un servizio per la professione forense. Gli avvocati che dal Ponente ligure debbono recarsi in Tribunale od in Corte d’Appello a Genova, sanno quando partono, ma non possono prevedere quando arriveranno nel capoluogo di regione. L’autostrada è un vero inferno ed il servizio ferroviario non è migliore. Un collegamento giornaliero con elicottero e con soste a Sanremo, Imperia, Villanova, Savona, Genova e ritorno, potrebbe garantire maggior speditezza e certezza degli spostamenti.
Sia consentito aggiungere che sullo snodo autostradale intorno a Genova il Pri ligure si è già espresso da tempo.
In conclusione, le notizie di stampa non sembrano veritiere. I problemi di Alitalia, come sappiamo, hanno origine diversa ed i piccoli aeroporti non sono da smantellare a scatola chiusa. Anzi!

Chiavari, 28 aprile 2008
Paolo Bertuccio
Segretario PRI Regione Liguria

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Comunicato Stampa

Il primo turno delle elezioni amministrative di Sestri Levante ha evidenziato un buon successo personale di Sergio Magrone al quale non ha corrisposto, purtroppo, l’affermazione del candidato Sindaco Giacomo Rossignotti, che per un pugno di voti non può presentarsi alle votazioni di ballottaggio di domenica 27 e lunedi 28 aprile p.v.
Rispettiamo la decisione di Giacomo Rossignotti di non voler apparentare le liste che lo hanno sostenuto con alcun candidato ancora in corsa per la carica di Sindaco; decisione che sappiamo essere stata adeguatamente ponderata ed assai sofferta.
Come noto, nella campagna elettorale di Sestri Levante, il PRI ha privilegiato l’aspetto prettamente amministrativo del voto sul quale erano chiamati ad esprimersi i cittadini Sestresi, arrivando a rinunciare al proprio simbolo per facilitare la convergenza di liberi consensi sui candidati in lista e non sui simboli di partito.
Per il turno di ballottaggio, il PRI invita le gentili Elettrici ed i cortesi Elettori che in prima battuta hanno gratificato l’amico Sergio Magrone o che si ritengono appartenenti ad una più vasta area liberaldemocratica, a far convergere la propria preferenza sul candidato Giuseppe IANNI.

Chiavari, 21 aprile 2008
Paolo Bertuccio
Segretario PRI Regione Liguria

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La credenza non è solo un mobile...

Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che la scuola non è da prendere troppo sul serio, perché se studiare è faticoso si possono semplificare i programmi, si può e si deve alleggerire la disciplina e se qualche insegnante non si adegua continuando imperterrito a fare coscenziosamente il suo mestiere, si può costringerlo ad abbandonare mediare il trasferimento oppure con le proteste dei genitori. Chi dovrebbe trarre il maggior vantaggio da una scuola funzionante è proprio la classe meno abbiente: se la scuola pubblica impartisce Istruzione, attenua le disuguaglianze derivanti dalla provenienza familiare, riservando parità di trattamento agli studenti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti e l’unico concetto di merito che conoscono gli studenti è di meritare le promozioni per il solo fatto di frequentare.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che il lavoro non sia da prendere troppo sul serio, perché se lavorare è faticoso, si può ricorrere ai nonni, che un introito pure lo hanno, per giunta di solito superiore alle loro necessità, per cui potranno ben dispensarne una parte ai nipoti, fino a quando questi ultimi non avranno deciso di trovarsi un’occupazione (possibilmente vicino a casa), ma che non sporchi, non costringa a riflettere troppo durante l’espletamento e soprattutto preveda un orario che lasci spazio al tempo libero.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che le attività produttive, le piccole e medie imprese, quelle artigianali o commerciali, siano nate dal nulla, come per incanto, e che alcun merito abbia chi le ha create o le fatte crescere in modo tale da richiedere ora l’assunzione di personale. Si può condurle alla chiusura, perché intanto non importa nulla di quelle persone… e se mancherà anche l’offerta di quei pochi posti di lavoro, chi se ne importa! C’è pur sempre l’ASL, il Comune, la Provincia…e poi.. con la giusta tessera in tasca si può anche fare carriera!
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: scarsa scolarizzazione, scarsa inclinazione all’impegno, scarsità di posti di lavoro.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani di aver diritto alla luce elettrica a basso prezzo bruciando petrolio, ma tuttavia senza produrla seriamente, perché a quello ci pensano i Francesi ed i Tedeschi, che notoriamente sono più creduloni di noi ed hanno costruito tutte quelle centrali che noi invece, che siamo più furbi, non abbiamo perché l’energia pulita la prendiamo dal sole. E così l’energia la compriamo dai “Cugini d’Oltralpe” e dai “Crucchi”, ma in cambio possiamo ostentare la pulizia del territorio.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la bolletta rincara sempre, provoca anch’essa aumento del costo della vita, ma nulla deve impicciare il nostro giardino.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani di essere titolari di soli diritti.
Risultato: Se tutti hanno solo diritti, chi è portatore di almeno un dovere?Il resto del mondo?
Qualcuno vuol far credere agli Italiani di rappresentare il nuovo rispetto al proprio predecessore, pur essendo da decenni sulla scena politica ad alti livelli.
Risultato: fino a quando gli Italiani avranno credenza?

Chiavari, 30 Marzo 2008
Paolo Bertuccio
Segretario PRI Regione Liguria

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COMUNICATO STAMPA

Nell’anniversario della ricostituzione, avvenuta alcuni anni or sono, della Sezione di Chiavari del Partito Repubblicano Italiano intitolata a Leone Garbarino, pronipote di Giuseppe Mazzini, comunichiamo con piacere il completo appoggio di tutto il PRI ligure in favore del candidato alla carica di Sindaco della città di Sestri Levante dott. Giacomo Rossignotti.
Nella sua lista trova collocazione una persona residente a Sestri Levante, con la quale abbiamo avuto il piacere di conoscerci, di frequentarci, di scoprire che alcuni valori fondamentali della vita di tutti i giorni sono ancora vivi ed importanti sia per il Partito Repubblicano sia per molte, tantissime persone che non vi sono iscritte, ma che credono in questi valori e ne fanno quotidiano esercizio.
Il Sig. Sergio MAGRONE, pur non iscritto al nostro Partito, merita tutto il nostro sostegno e nel rispetto del desiderio del candidato Sindaco, del nostro candidato ed in considerazione della trasversalità della lista, il Partito Repubblicano Italiano seguirà questa tornata elettorale senza utilizzare il proprio storico simbolo.

Chiavari, 8 Marzo 2008
Paolo Bertuccio
Segretario PRI Regione Liguria

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COMUNICATO STAMPA

Che cosa penserebbero i cittadini Genovesi se qualcuno volesse portare il Liceo D’oria lontano da Genova? O, per fare un altro esempio, se qualcuno pensasse di spostare la Bocconi da Milano a Melzo? Ne nascerebbe un putiferio. Soprattutto quando le motivazioni non sono chiare, come nel caso che andremo ad esporre
Tutto nasce dalla proposta del Presidente della provincia di Genova Dott. Repetto di spostare nel comune di Lavagna – e precisamente nei locali di proprietà del Villaggio del Ragazzo in località S. Salvatore - l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri, una parte dell’Istituto Caboto e la sede coordinata di Chiavari dell’Istituto De Ambrosis Natta che attualmente hanno sede nella nostra città.
L’unica esternazione favorevole a questa soluzione proviene dal Prof. Gobbi Frattini, Preside del Liceo Classico Delpino - nel quale, come noto, è stato accorpato anche il corso di studi del Liceo Scientifico Marconi- che vedrebbe di buon occhio l’esistenza in Chiavari di un solo “polo liceale” a tutto discapito delle altre discipline.
La Chiavari “città degli studi” verrebbe d’un tratto dimezzata, con un duro colpo all’istruzione tecnica, nata nel 1923 e voluta anche dagli emigranti, e che ha visto tra i suoi allievi persone successivamente affermatesi non solo in Liguria, ma nel mondo intero, sia che avessero proseguito gli studi all’Università, sia che li avessero terminati al raggiungimento del Diploma.
Un altro duro colpo verrebbe portato agli Insegnanti ed agli studenti dei sopracitati Istituti scolastici, causando uno sconvolgimento del loro modo di vita e e costringendoli, tra l’altro a difficoltosi spostamenti che mezzi pubblici (bus, treni) oggi non consentono, al pari di una viabilità tra Chiavari e Lavagna che lascia molto a desiderare.
Si consideri infine l’indotto: danaro speso non più a Chiavari, ma altrove, con conseguente perdita di ricchezza per la nostra città.
Come spesso avviene in politica, si dice “A” per fare “C”. La proposta della provincia nasce con la scusa che a Chiavari per gli studenti “non c’è più posto”. Per favore, chiamiamo le cose con il proprio nome: se la meritoria Opera “Il Villaggio del Ragazzo” non riesce a far fronte alle spese ordinarie con gli ordinari proventi, si provveda trovando una soluzione per il Villaggio senza tirare in ballo gli Istituti Tecnici che hanno fatto la storia di Chiavari e di gran parte dei suoi residenti.
L’unico aspetto positivo che noi riusciamo a vedere in questa vicenda, è –forse- il decollo di un polo scolastico chiavarese già approvato e messo nel dimenticatoio da alcune passate Amministrazioni (Casali di Bacezza) od in fase di studio (Via Ghio).
Il Partito Repubblicano Italiano risponde con un chiaro e forte NO alla proposta della provincia. Impegna l’attuale Amministrazione del Sindaco Agostino a trovare in tempi ragionevolmente rapidi la migliore soluzione possibile e dichiara la propria disponibilità ad essere presente a pubblici incontri ed approfondimenti sul tema che si rendessero necessari.

Chiavari, 7 Marzo 2008
Paolo Bertuccio
Segretario PRI Regione Liguria

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Si avvicina a grandi passi la data del 9 febbraio.

9 febbraio 1849. Questa è la data che ufficialmente viene riportata nei libri di storia per ricordata l’avvenimento della Repubblica Romana.
Il 1849 fu per il Risorgimento Italiano, un anno pieno di avvenimenti cruciali. Molti decenni densi di accadimenti durò tutto quel particolare periodo storico, che portò alla formazione di un’Italia unita, libera e indipendente.
A Roma, sotto la spinta di moti popolari che chiedevano libertà e democrazia, il regime pontificio entrò in crisi culminando nell’omicidio di Pellegrino Rossi.
Dopo alterne vicende, durate alcuni mesi, il Papa Pio IX aveva ritenuto opportuno abbandonare Roma e riparare nella fortezza di Gaeta, sotto la protezione dei Borbone di Napoli, a causa degli sbandamenti istituzionali e di ordine pubblico che si erano verificati.
Un’assemblea democraticamente eletta con suffragio universale proclamò la Repubblica; il mese successivo un triumvirato, composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini si assunse l’incarico di governo. Come bandiera, la neonata Repubblica adottò il tricolore cisalpino.
Da Gaeta, intanto, Pio IX invoca l’intervento delle potenze europee per restaurare il potere temporale papalino. Francia, Austria, Spagna e Regno delle Due Sicilie, paesi cattolici in cui sovrani assoluti e conservatori detengono il potere, attaccano il territorio romano da più parti. Settemila soldati francesi, al comando del generale Oudinot, sbarcano a Civitavecchia senza incontrare resistenza.
A difesa della Repubblica affluiscono in Roma centinaia di giovani da ogni parte d’Italia e d’Europa. Tra essi c’è Giuseppe Garibaldi a comando di un manipolo di volontari. A lui e ai suoi uomini viene affidata la difesa di un settore tra i più esposti, obbiettivo strategico molto delicato: la collina del Granicolo; ben presto “I cacciatori del Tevere” arrivarono ad essere circa 4000 effettivi. Il nome assunto da questi combattenti per la libertà e la democrazia ha origine dal fatto che i primi nuclei si erano costituiti tra giovani cacciatori di anitre di palude, toscani, umbri e laziali, che avevano per diletto l’andare cacciando anitre di palude… quindi ottimi conoscitori dei territori a Nord della città. Poco se non male armati, non abituati alla disciplina militare, tutti quei giovani avevano un comune denominatore: la forte determinazione a difendere, a costo della vita stessa, la democrazia, la libertà, la forma repubblicana dello stato.
Dopo furiosi combattimenti i volontari della repubblica romana avevano riportato folgoranti vittorie al sud riuscendo a prevalere alle truppe asburgiche e spagnole; ad est di Roma, verso Rieti e la costa adriatica la Repubblica era saldamente in mano al governo del triunvirato. Grossi problemi sorgevano da ovest, laddove Audinot e i suoi soldati, ottimamente equipaggiati, avanzarono fino ad arrivare il 30 aprile alle porte di Roma.
I francesi avanzarono allo scoperto, attaccando le mura vaticane, ma furono fermati dalla strenua volontà di lotta dei difensori con un intenso fuoco di artiglieria e scariche di fucileria, che provocarono molte vittime da entrambe le parti.
Entrò in gioco la strategia del Generale che, alleggerita la difesa del Granicolo, ritenne opportuno ordinare un assalto alla baionetta ai suoi uomini, i quali, usciti da Porta San Pancrazio, con grandi sacrifici di sangue riuscirono a fermare, attaccandoli sul fianco, i francesi, che furono costretti a ritirarsi.
Tra i belligeranti venne concordata una tregua d’armi. L’esercito repubblicano ebbe così modo di affrontare le truppe borboniche, che erano arrivate sino ai Castelli romani. Garibaldi li sconfisse a Palestrina e a Velletri, riuscendo a scacciarli oltre il confine.
Nel frattempo Audinot aveva ricevuto ingenti rinforzi e rifornimenti in armi e in vettovaglie, riuscendo a potenziare l’esercito fino a 30.000 uomini. Il primo di giugno del 1849 dichiarò finita la tregua e il 2 giugno attaccò in forze gli uomini che difendevano la Repubblica, i quali erano usciti stremati dalle continue battaglie.
Riuscì quindi ad impossessarsi di alcuni punti chiave della difesa, quelli esterni o mal collegati al resto della città. Particolarmente grave risultò essere la caduta di Villa Corsini, meglio conosciuta come Villa dei Quattro Venti, che, situata su una piccola altura fuori Porta San pancrazio, dominava le mura. Le truppe di Garibaldi più volte tentarono di riprenderla, ma inutilmente…. Questa restò in mano francese.
La città di Roma venne presa d’assedio e ripetutamente bombardata.
Gran parte della popolazione sopportò coraggiosamente i sacrifici conseguenti, ma l’entusiasmo cominciò a venir meno ai più che non collaboravano come i primi giorni e si facevano prendere dallo sconforto.
Pure si continuò a combatte e a resistere con tenacia, nonostante la netta superiorità delle forze nemiche. I francesi riuscirono ad aprire le prime brecce sulle mura il 21 giugno: il 29 e il 30 giugno sferrarono l’attacco finale, riuscendo a sfondare le difese.
Garibaldi tenne compatti i suoi uomini per l’estrema difesa, mentre molti tra i cittadini provvidero ad erigere barricate per le strade d’accesso al centro della città.
L’Assemblea repubblicana, in cui sconforto,stanchezza, tornaconto e sfiducia la facevano da padrone, decretò la fine della resistenza. Garibaldi non accettò la resa al nemico e con un contingente di armati iniziò la ritirata verso Venezia, portando con se Anita, incinta e malata.
Mazzini riprese la via dell’esilio.
Il 3 di luglio del 1849, mentre le truppe francesi entravano vittoriose nel centro della città eterna, in quella stessa giornata, alcuni deputati rimasti fedeli alla Repubblica ne proclamarono la Costituzione, che nel frattempo era stata approntata e che rimarrà ai posteri, come fulgido esempio di piena democrazia.
Di lì a pochi giorni Pio IX ritornò in possesso del suo Regno, della città di Roma, di San Pietro e del Quirinale.
Ventun’anni dopo, esattamente il XX settembre del 1870, i soldati del Regno d’Italia, i bersaglieri di Cadorna, mandati dal governo italiano di Torino e di Firenze, aprirono la breccia di Porta Pia ed entrarono in Roma, ponendo la parola fine al potere temporale dei Papi.
Questi i fatti di cronaca di quei momenti, che diventarono Storia, quella con la esse maiuscola, oggetto di studi per alcune generazioni fino ai giorni nostri.
Oggi la cronaca ha reso attuali quegli avvenimenti, poiché è di questi giorni l’episodio dell’invito al Papa, non condiviso da un gruppo, minoritario se pur importante, di docenti e studenti, di presenziare alla inaugurazione accademica annuale dell’Università La Sapienza di Roma.
Dopo centotrentotto anni dalla breccia di Porta Pia, Roma capitale d’Italia, il trasferimento dei Savoia al Quirinale; dopo ottanta anni dalla firma dei patti lateranensi ed oltre sessanta trascorsi dalla proclamazione della Repubblica Italiana, salatissime polemiche tra due fazioni culturalmente e filosoficamente orientate a concepire il “vivere” in modo diverso, l’una ponendo al centro della attenzione lo spirito e la speranza, l’altra la scienza e l’intelletto umano, lottano aspramente per la supremazia contendendosi la gestione politica dello Stato Italiano.

Renato Traquandi - Arezzo

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COMUNICATO STAMPA

Lunedì 25 febbraio 2008 si è riunita la Direzione regionale ligure del Partito Repubblicano Italiano eletta nel corso del Congresso regionale svoltosi a Genova lo scorso 9 febbraio in cui ha partecipato ai lavori il Senatore repubblicano Antonio Del Pennino.
La Direzione regionale ha provveduto ad eleggere il Segretario regionale nella persona del Dr. Paolo Bertuccio, già segretario della sezione P.R.I. chiavarese “Leone Garbarino”, distintosi per l’impegno profuso nelle amministrative del 2007 (candidato Sindaco a Chiavari e candidato Presidente Provincia di Genova) e riconoscendogli doti, qualità e umanità atte a guidare la ripresa dell’attività politica del P.R.I. nella nostra regione.
Sempre la Direzione Regionale ha eletto nel Comitato Esecutivo: Alongi Giuseppe, Lucarini Carlo, Martinelli Alberto, Morino Arnaldo, Parodi Massimo, Polverini Roberto, Servidei Giovanni.
Nella Riunione precedente dell’11 febbraio, la Direzione regionale aveva votato la riconferma alla Presidenza del PRI in Liguria del Dr. Alfio Lamanna.

Chiavari, 25/2/2008
Carlo Lucarini
Componente Direzione PRI Liguria

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Scomparsa della Prof.ssa Alessandra De Barbieri.

Il Partito Repubblicano Italiano, sezione di Chiavari, appresa la notizia della scomparsa della Prof.ssa Alessandra De Barbieri, già vice-sindaco della nostra città, si unisce al cordoglio di quanti l’hanno conosciuta ed apprezzata ed esprime ai familiari le più sentite condoglianze.

Chiavari, 19 febbraio 2008
Dott. Paolo Bertuccio

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In memoria di ERMANNO BAFFICO

Nella notte di mercoledi 23 gennaio è mancato a Genova all’età di 82 anni l’amico Ermanno Baffico, che ha scritto una pagina importante del repubblicanesimo ligure. Mazziniano, repubblicano dal 1941, Baffico è stato personaggio della Resistenza entrando a far parte della terza brigata SAP Mazzini come vice comandante del distaccamento Valbisagno per poi aderire al Corpo volontari della Libertà. Fu assessore del comune di Genova dal 1971 al 1975 e consigliere comunale per il Partito Repubblicano Italiano fino al 1985. Era vicepresidente provinciale e consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e membro del consiglio direttivo dell’Istituto ligure per la storia della resistenza e dell’età contemporanea.
La Sezione PRI Leone Garbarino di Chiavari si unisce al cordoglio dei familiari, ai quali porge le più sentite condoglianze.

Chiavari, gennaio 2008

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SPAZZATURA IN FUMO

La spazzatura di Napoli e della Campania ha riempito le cronache di Tv e giornali purtroppo non solo nazionali, dando una cattiva immagine del Paese all’estero e producendo un autogol sul flusso turistico di tutta la Regione, con immancabile perdita di posti di lavoro nel settore turistico, ancorchè parzialmente compensata dalle forti assunzioni di netturbini i quali, secondo alcuni, sarebbero in un rapporto di venti ad uno rispetto ai colleghi lombardi.
Dopo l’emergenza rifiuti si parla ora di un’emergenza sanitaria.
La parola “emergenza”, della quale si è abbondantemente abusato, è stata utilizzata in modo non corretto, perché con emergenza si designa una circostanza non prevista né prevedibile, mentre al contrario la situazione della quale stiamo parlando si protrae da quattordici anni.
Il Ministro Pecoraro Scanio, il Presidente della Regione Bassolino ed il Sindaco di Napoli Jervolino sono stati accusati di incapacità ed invitati alle dimissioni.
Eppure il Comune di Napoli una bella ordinanza in favore della salute pubblica l’aveva pur presa di recente. Il 16 Novembre 2007 aveva deliberato il divieto di fumare nei parchi pubblici urbani in presenza di lattanti, di bambini sotto ai 12 anni e di donne in evidente stato di gravidanza.
Possiamo immaginare di essere tutti d’accordo sul fatto che agli amministratori compete valutare i problemi e prendere le conseguenti decisioni ed in questo caso una decisione è stata presa: la regolamentazione del fumo passivo all’aperto è stata giudicata più urgente e pericolosa di centotrentamila tonnellate di spazzatura abbandonate nelle strade con conseguenti annessi e connessi.
La situazione spazzatura non risulta migliore in Liguria rispetto alla Campania. Fino ad ora si è privilegiato lo stoccaggio in discariche a cielo aperto, a scapito di altre metodologie di smaltimento, non ultima la costruzione di termovalorizzatori che ridurrebbero la quantità di cenere da stoccare al 25 per cento del monte spazzatura raccolta. La discarica di Scarpino, la più grande della regione, ha vita utile solo fino al 2010 e chi vuole procrastinare la soluzione del problema aspettando le ultimissime tecnologie, in realtà non lo vuole risolvere.
Ciascuna Regione dovrebbe diventare autosufficiente in questo campo come in quello della produzione di energia pulita; è’ l’ora di finirla con la politica del no a tutto!
Invitiamo l’Ing. Burlando, Presidente della Regione Liguria, a mettersi la patente di guida in tasca ed a condurci velocemente verso lidi più tranquilli, predisponendo ed aggiornando il Piano regionale della gestione dei rifiuti e la gestione integrata, di concerto con Provincie e Comuni. Chi ha tempo non aspetti tempo.

Chiavari, 14 Gennaio 2008
Sezione PRI “Leone Garbarino” Chiavari
Il Segretario Paolo Bertuccio

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AUGURI A TUTTI!

Ma proprio a tutti! A coloro che hanno votato per la lista ed il candidato PRI a maggio 2007 per l’elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale di Chiavari, a coloro che hanno votato per la lista ed il candidato del PRI per l’elezione del Presidente della Provincia di Genova e per il rinnovo del Consiglio Provinciale.

Auguri a coloro che ci hanno seguito alla radio ed in TV durante le due precedenti campagne elettorali e forse non hanno votato per il PRI e per i suoi candidati, ma ci hanno egualmente seguito con attenzione e simpatia.

Auguri ai visitatori abituali del nostro sito ed anche a coloro che vi tornano saltuariamente, o che vi si sono avvicinati oggi per la prima volta.

Auguri a tutte le persone di buona volontà, qualunque sia la loro idea politica.

Auguri a coloro che credono nella meritocrazia e la ritengono una delle strade da percorrere faticosamente (in salita) per risanare questo nostro Paese, sorpassato in Europa e nel Mondo da chi stava indietro di parecchie lunghezze. Ma lo sappiamo bene: se qualcuno sta fermo, anche quelli che vanno a passo lento finiscono col sorpassarlo!

Auguri a coloro che hanno votato per il Governo in carica ed oggi non sono più tanto sicuri di aver fatto bene! A loro dico: un avvicendamento è espressione di democrazia, l’importante è non perseverare.

Auguri anche a coloro che hanno votato per il Governo in carica e continuano ad essere convinti di aver fatto bene! Riconoscano almeno nel proprio intimo che una politica di Sinistra non la fa questo Governo, peggiore dei peggiori Governi di Centro/Destra del Dopoguerra.

Auguri a coloro che vorrebbero darsi da fare, non accontentandosi degli Ottocento euro al mese, nonostante siano stati allevati nel credo che bisogna stare immobili, tutto debba provenire dagli altri e l’uguaglianza verso il basso sia un felice traguardo da raggiungere!

Auguri anche ai Piemontesi convinti assertori della difesa territoriale: si richiamano al progresso ma lo impediscono con le barricate. Un giorno qualcuno chiederà loro conto dei danni arrecati al Paese.

Auguri a coloro che nutrono dentro si sé una speranza, ma sono soffocati da un senso d’impotenza e non vedono una benchè minima via d’uscita.

Auguri al Sig. Giampaolo, allenatore licenziato dal Cagliari Calcio, che, richiamato dal Presidente, si è rifiutato di tornare ad allenare (perdendo di conseguenza il diritto alla ricca prebenda) richiamandosi a principi di Orgoglio e Dignità personale. Nel marasma di oggi, chi altri osa appellarsi alla Dignità rimettendoci di tasca propria?

Auguri infine a coloro che leggono, si informano, non si fermano davanti alla prima impressione, ma desiderano approfondire gli argomenti senza una preconcetta sensazione di simpatia od antipatia e decidono con la propria testa, con orgoglio e dignità personale.

Auguri a tutti! Il Nuovo Anno sia meno brutto di come si presenta… i soldi sono finiti. I nonni si lamentano da tempo.

Chiavari, 21 dicembre 2007
Paolo Bertuccio
Segretario Sezione Leone Garbarino - Chiavari

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COMUNICATO STAMPA

La Cicala e la Formica...

VERSIONE ORIGINALE

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.

     VERSIONE  AGGIORNATA AL 2007

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati come lei muoiono di freddo e fame.

Santoro la ospita nel suo programma e dà la colpa a Berlusconi.

Il portavoce di Rifondazione Comunista parla di una grave ingiustizia sociale.

Rai 3 organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di Dio.

I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri come la formica vivono nell'abbondanza.

I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala mentre i giornalisti di sinistra organizzano delle interviste e si domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché anch'essa paghi la sua giusta parte.

Alla pacifica manifestazione partecipano anche i centri sociali che bruciano alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.

In linea con i sondaggi il governo Prodi redige una legge per l'eguaglianza economica ed una (retroattiva all'estate precedente) anti discriminatoria.

Visco e D'Alema affermano che giustizia è fatta, Mastella chiede una legge speciale per le cicale del sud.

Di Pietro chiede l'apertura di una inchiesta su Berlusconi.

Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtestein.

La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.

L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.

Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all'interno della sinistra per la divisione delle poltrone.

Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati.

Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto.

I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.

Il partito della sinistra propone quindi l'integrazione perché la repressione genera violenza e violenza chiama violenza...

Giancarlo Valerioti
Sezione PRI di Albissola (SV)

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COMUNICATO STAMPA

COMPRATE PER TEMPO LE CANDELE E MANDIAMOLI A CASA!

Spegniamo questo Governo e mandiamolo a casa! Gli Italiani sono stanchi dell’incapacità di questo Governo ondivago, senza un’idea concreta per il Paese che non sia la PROPRIA pura e semplice conservazione.
Diamo una spallata a questo esecutivo, che trascinerà con sé nel baratro l’Italia intera.
Tutti gli Italiani manifestino la propria insoddisfazione con un semplice gesto, spegnendo tutti insieme contemporaneamente le luci di casa, dei laboratori, dei negozi, insomma delle proprie attività, prima che il Governo Prodi spenga non solo le luci, ma la realtà socio-economica del Paese ed ogni speranza per il futuro:

SABATO 1 DICEMBRE 2007 ALLE ORE 20,00 PER UN INTERO MINUTO

Questo semplice e poco costoso gesto simbolico viene sottoposto all’attenzione degli Italiani dalla scrivente Sezione di Chiavari del Partito Repubblicano Italiano ed è aperto all’adesione di altre forze politiche, associazioni ecc. alle quali è demandato anche il compito della diffusione del presente messaggio.

Chiavari, 10 Novembre 2007
Il Segretario
Paolo Bertuccio

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COMUNICATO STAMPA

Il Corriere Mercantile – Edizione del Levante - pubblica oggi, rispettivamente a pag. 2 e pag. 9, due notizie molto interessanti per tutti coloro che vivono nella provincia di Genova. La prima, in ordine di impaginazione, riguarda l’inizio dei lavori di riammodernamento della strada provinciale 225 in Fontanabuona. Con la seconda il giornale dà notizia di un convegno organizzato a Palazzo Tursi dal coordinamento genovese di Forza Italia avente ad oggetto l’attuale situazione economica di Genova, definita città in crisi nell’analisi conclusiva del convegno.
Tutto questo (difficoltà dei trasporti con conseguente necessità di investimenti nella viabilità e crisi economica dell’intera provincia di Genova) era già stato da me evidenziato nel mio programma all’elezione della provincia nella recente tornata elettorale del maggio 2007.
Il presente per sottolineare che anche le piccole forze politiche hanno idee che il più delle volte vengono adottate da chi governa, costituendo un valido pungolo all’attività politica ed amministrativa.

Chiavari, 25/9/2007
Paolo Bertuccio
Segretario della Sezione PRI “Leone Garbarino” - Chiavari

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Avanti tutta!

Mordace lo è sempre stato, ma stavolta ha superato se stesso.
Ha attaccato la politica dichiarando la propria antipolitica, ha urlato la necessità di sciogliere tutti i partiti politici ed è riuscito a fondarne uno nuovo senza darlo a vedere, ha dichiarato che non parteciperà ad alcuna manifestazione nei prossimi mesi ed in effetti non ne ha bisogno perché i suoi concetti saranno portati avanti dai fedelissimi, certificati con bollino blu che lui rilascerà ai meritevoli cioè gli incensurati non iscritti agli altri partiti.
Con il proclama “I Comuni ai cittadini”, perché “i cittadini devono entrare in politica direttamente (con liste civiche, ndr), per il bene proprio e dei propri figli” è riuscito a catturare l’attenzione di grandi folle, a dar loro voce ed altresì a dar voce ai navigatori on line aventi gli stessi interessi.
Si dice che i gruppi di discussione che si richiamano a Grillo siano ormai più di 200, sparsi in altrettante città d’Italia e con oltre 50.000 iscritti.
Semmai v’è da chiedersi perché siano così tanti i navigatori in rete che si scambiano opinioni.
Una risposta potrebbe essere perché la gente ritiene che l’informazione (TV, radio, giornali) sia completamente pilotata e notizie non inquinate non ne dia ormai più nessuno. Da qui la necessità dell’individuo di sentirsi più libero “navigando” dove vuole e leggendo quel che più gli aggrada, coltivando la certezza della notizia nuda e cruda o della tirata di giacca all’onorevole birichino.
Inconsciamente tale certezza potrebbe essere solo un’illusione, perché gira e rigira, tante volte si ritorna su quel che piace sentirsi dire e questo può valere anche per i seguaci di Beppe Grillo, che a nostro modestissimo parere ha scoperto l’acqua calda. I suoi concetti già li abbiamo letti altrove, li abbiamo sentiti da altri e nel nostro piccolo - ci sia consentito dire- alcuni li abbiamo scritti e detti pure noi.
Di diverso c’è solo la cassa di risonanza, ma diteci niente!
Sul voto di preferenza, ad esempio, è stato scritto e detto di tutto e di più! In ogni caso non sembra che chi era all’opposizione nella precedente legislatura abbia fatto fuoco e fiamme per conservarla…In fondo “la porcata” stava loro bene e ne hanno raccolto i benefici effetti.
Piuttosto mi sembra di dover rilevare un aspetto non colto (o non diffuso adeguatamente) da Grillo: la cosiddetta “casta” è tale non tanto perché il parlamentare viene eletto più volte (e chi ha un minimo di esperienza sa bene quanto sia difficile raccogliere voti) quanto piuttosto, a mio parere, perché pur di essere eletto l’onorevole uscente si presenta ora in un partito di uno schieramento, ora in un partito dell’altro, sempre alla caccia di un seggio o accettandone uno dalla coalizione che fino a pochi mesi prima aveva avversato fieramente.
In altri termini, se Tizio, appartenente al partito “A” della coalizione “X” non viene più candidato da “A”, accetta di candidarsi per il partito “M” della coalizione opposta “Y”. Verificare per credere.
Tanta buona fortuna al Sig. Beppe Grillo soprattutto se riuscirà a schiodare da casa gli Italiani mandandoli in consiglio comunale (ma ricordiamoci che una sola volta non basta per poter dire che si fa politica); se riuscirà a far loro dichiarare la propria appartenenza politica, oggi tenuta segreta per la classica paura del domani; se dopo una prima presentazione di liste in una città ne seguiranno altre, alle elezioni successive, qualunque sia stato il risultato delle precedenti.

Chiavari, 24/9/2007
Paolo Bertuccio
Segretario Sezione PRI “Leone Garbarino” - Chiavari

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SCHERZANDOCI su…

Ad essere pignoli, le versioni sono due. La prima: imboccando l’autostrada, avrebbe percorso poco più di un chilometro nel senso contrario di marcia, incrociando una mezza dozzina d’automobili col rischio di gravi incidenti frontali. Gli occupanti dell’ultima vettura che stava per essere centrata da Burlando si sono avvicinati all’auto per prendersela con lo sconosciuto guidatore. E quello se ne stava chiuso all’interno, senza degnarli di uno sguardo, con il cellulare attaccato all’orecchio.
La seconda: ha guidato solo per un breve tratto della rampa d’accesso all’autostrada A10 in prossimità del casello Genova/Aeroporto. Incrociando la prima auto, s’è subito fermato, è sceso dall’auto ed ha chiesto scusa.
Elemento comune alle due versioni: la Polstrada è immediatamente intervenuta, probabilmente sollecitata da qualcuno schivato miracolosamente dal guidatore che procedeva contromano. Ha chiesto i documenti e l’improvvido autista, privo di patente e di carta d’identità, di passaporto, di porto d’armi, di tesserino per la ricerca di funghi, insomma, privo di tutto, ha esibito l’unico documento che il piccolo portafogli può contenere: la tessera di parlamentare scaduta da anni.
Un qualunque documento è necessario ai militi per stendere il verbale che gli verrà recapitato a casa entro dieci giorni. Lui ha dichiarato di aver commesso un errore e di aver chiesto al Questore di pagare tutto il dovuto.
Possiamo essere d’accordo con un lettore di un blog secondo il quale gli uomini pubblici non sono condannati ad essere perfetti perché nell’adempimento delle minute cose della vita quotidiana anche loro possono sbagliare come tutti quanti.
Qui casca l’asino. A leggere i blog si rileva un’infinità di navigatori imbufaliti che vedono nel comportamento del Governatore ligure e della Polstrada un atteggiamento che non sarebbe consentito ad un cittadino normale, quanto piuttosto un trattamento di favore riservato ai soli appartenenti alla “casta”.
Che dire? Quando si studia Diritto Fallimentare, la prima nozione che s’impara è la fatidica frase”:…Imprenditore bravo, ma sfortunato”. Credo che la definizione ben si attagli al Governatore della nostra Regione. L’Ing. Burlando non è imprenditore, bravo è abbastanza, ma sfortunato tantissimo. Quand’era Ministro dei Trasporti i treni decisero, naturalmente a sua insaputa, di prodursi in una serie impressionte di disastri, tanto da indurre - secondo alcuni - l’allora premier D’alema ad esclamare:” E’ il migliore di nostri in Liguria, peccato che porti iella!”
Appena letta la notizia, abbiamo pensato che il fatto si fosse svolto in una notte fonda e senza luna, col buio pesto, oppure in qualche località della Valpadana avvolta nella nebbia e della quale il Nostro non era granché pratico. Niente di tutto questo! A mezzogiorno circa, nel quartiere di Cornigliano, praticamente a casa! Con l’ulteriore aggravante che era domenica 16 settembre, giorno del vaffa di Grillo, anche se la notizia è trapelata solo ieri, a cinque giorni di distanza. Altro elemento che fa inferocire le masse: dopo gli episodi dell’ambulanza di Gustavo Selva e dell’aereo di Mastella, l’ing. Burlando proprio non doveva esibire il tesserino da ex parlamentare.
Riteniamo che meglio avrebbe fatto a dichiararsi senza documenti e farsi accompagnare in caserma per il riconoscimento ufficiale, giacché quello ufficioso degli agenti si era già verificato in loco.
Francamente, quel che non ci piace di tutta la vicenda è che abbia ripetutamente chiesto al Sig. Questore l’applicazione delle sanzioni massime!. Sai che fatica, per uno come lui cacciar fuori .. diciamo… duemila euro, quando al comune mortale possono pesare cifre sotto ai cento per banali superamenti di pochi Km. orari i limiti di velocità rilevati da macchinette seminascoste piazzate dai Comuni per rastrellare danaro facile, tanto per fare un esempio!
Il danaro non basta per rifarsi una verginità. Non è pagando la sanzione massima per ciascuna violazione al codice della strada commessa (seppure in assoluta buona fede, ne siamo convinti!) che si può pretendere di cancellare il comportamento scorretto. Questo del far pagare la gente, di volergli far metter mano al portafogli in ogni occasione, è un atteggiamento maniacalmente ossessivo in capo ad una certa Sinistra, profondamente convinta che chi paga è sempre supercorretto e sta sempre dalla parte della ragione. Riteniamo vi siano un’infinità di altri comportamenti corretti che tali sono senza che l’individuo cacci del danaro. Ad esempio rispettando il prossimo, facendo il proprio dovere tanto a scuola (vale per studenti ed Insegnanti) che sul lavoro e così via.
Massì, cari amici, scherziamoci su. E’ naturale che l’opposizione ligure faccia fuoco e fiamme chiedendo le dimissioni del Governatore. E’ il ruolo delle parti. Ed è altrettanto naturale che lui dichiari di non pensarci nemmeno! Se si deve attaccare Burlando, lo si faccia allora sul terreno politico. Per il passato ricordiamo due esempi: il sottopasso di Caricamento e la bretella Voltri/Rivarolo bloccata; il presente può fornirne altri…l’opposizione giochi il proprio ruolo.

Chiavari, 22/9/2007
Paolo Bertuccio
Segretario Sezione PRI “Leone Garbarino” Chiavari

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Grazie a tutti!

Grazie agli 805 Elettori ed Elettrici della Provincia di Genova – tra i quali i 398 del Golfo del Tigullio e del suo entroterra - ed un grazie ai Cento Elettori ed Elettrici del Comune di Chiavari che hanno votato per me e per la coalizione “Pensionati Italiani-Partito Repubblicano Italiano” nella recente tornata di elezioni amministrative del 27 e 28 Maggio 2007.
Se a prima vista il risultato può apparire all’osservatore esterno lievemente sottodimensionato, preciso subito che esso ha appagato sia il sottoscritto che gli amici in lista.
Preciso inoltre che il 29 Maggio nessuno di noi ha fatto drammi, né ha dato in escandescenze strappandosi i capelli o le vesti. Ciascuno di noi è tornato alla propria occupazione (che non aveva mai lasciato né trascurato neppure durante la campagna elettorale): lo studente ai libri, il bancario in Banca, l’agente di commercio ha ripreso le proprie visite quotidiane, il commercialista è tornato ai mai abbandonati studi di settore, il pensionato ha dedicato un po' più di tempo ai nipoti…e così via.
Sia il Partito Pensionati Italiani che il Partito Repubblicano Italiano mancavano da troppo tempo dalla scena elettorale col proprio simbolo.
Per quanto riguarda il PRI, bisogna andare a ritroso fino al 1989 per trovare il simbolo dell’Edera sulle schede elettorali nel Comune di Chiavari ed all’anno successivo (1990) per le elezioni regionali.
Dopo, il grande nulla!
Sicuramente l’assenza è dovuta a causa nostra ed in politica, come si sa, se si lascia libero uno spazio, altri sono subito pronti ad occuparlo.
Questa è stata l’occasione del nostro ritorno. Per questo diciamo a tutti i nostri Elettori: il vostro voto non è andato disperso. Ci stiamo impegnando, come sempre, per il bene della Comunità e col Vostro aiuto potremo fare sempre meglio e di più!

Chiavari, 15 giugno 2007
Paolo Bertuccio

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ELEZIONI PROVINCIALI DI GENOVA – BALLOTTAGGIO DEL 10/11 GIUGNO 2007 - INDICAZIONE DI VOTO

Ringrazio i Cittadini della Provincia di Genova che nella tornata elettorale del 27-28 Maggio u.s. mi hanno gratificato del loro voto.
Nel ballottaggio previsto per domenica e lunedì prossimi, nel quale gli Elettori saranno chiamati a decidere definitivamente tra il candidato del Centro-Destra e quello del Centro-Sinistra per la Presidenza della Provincia, li invito ad esprimere la propria preferenza per il candidato del Centro-Destra Sig.ra Renata OLIVERI.
Senza nulla togliere al candidato del Centro Sinistra, ritengo che per le esperienze professionali maturate e per il programma amministrativo, così vicino a quello da me proposto, la Signora OLIVERI possieda le caratteristiche per poterla definire il candidato al quale in questo contesto posso affidare il mio voto in tutta tranquillità ed invitare i miei Sostenitori a farlo con me.

Chiavari, 5 Giugno 2007
Paolo Bertuccio

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In memoria di LUCIANO PARODI...

E’ improvvisamente scomparso a Genova, all’età di 79 anni, l’amico LUCIANO PARODI.
Ex partigiano della Regione Piemonte, Sindacalista UIL, Presidente Regionale Ligure Endas, Dirigente ANPI, Repubblicano da sempre e profondamente impegnato nel Partito Repubblicano Italiano insieme con il figlio Massimo.
La Sezione PRI Leone Garbarino di Chiavari ricorda con affetto Luciano Parodi, sempre sorridente, attivo, disponibile verso gli altri e si unisce al dolore della famiglia, alla quale formula le più sentite condoglianze.

Chiavari, maggio 2007

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Raccolgo l’invito pubblicato....

 Raccolgo l’invito pubblicato sul sito internet del Partito ed invio il testo del mio breve intervento al 45° Congresso Nazionale, che scrivo per questa occasione, essendomi avventurato, la sera del 31 Marzo, in una improvvisata esposizione orale.
Dopo aver preso le mosse dalla constatazione dell’ottimo risultato congressuale considerate la grande partecipazione di delegati provenienti da ogni parte d’Italia e la buona qualità degli interventi che avevo ascoltato, passavo ad elencare alcune perplessità che ritengo frenanti dell’azione politica del Partito. 
Penso, forse erroneamente, che la scarsa visibilità ed incisività dell’azione politica del PRI dipenda in gran parte dalla poca azione e dall’inazione di numerose Sezioni.
Alcuni Amici lasciano intendere che la nostra scarsa visibilità ed incisività dipendano in buona parte dagli Organi centrali del nostro Partito. Sono di parere opposto ed espongo le seguenti considerazioni, senza tuttavia dimenticare che “in medio stat virtus”.
Brucia ancora la ferita provocata dal non aver potuto presentare, lo scorso anno, nella regione in cui vivo, una lista col nostro simbolo per partecipare alle elezioni al Senato. La constatazione che anche in numerose altre Regioni gli Amici repubblicani non siano riusciti in questo intento, non mi dà conforto, ed anzi rafforza la mia opinione di partenza: a livello locale facciamo troppo poco. 
Quand’anche Nucara, Del Pennino, La Malfa, apparissero in televisione per due ore al giorno ciascuno, equamente distribuiti tra mattino, pomeriggio e sera, resta innegabile il fatto che la presentazione delle liste (formazione delle stesse, raccolta firme e connessi ulteriori adempimenti) dipende solo ed esclusivamente dalle Sezioni territoriali e fa carico solo ed esclusivamente alle medesime. 
Da qui discende il mio convincimento (ripeto, forse erroneo e forse eccessivo) che ci si compiaccia sovente di fare tanti discorsi tra di noi in punta di fioretto, quasi fossimo sempre tranquillamente seduti in salotto, dimenticandoci troppo spesso dei rapporti con l’esterno e cioè dimenticandoci proprio dei destinatari dell’azione politica che intendiamo divulgare. Soltanto se ci conoscono meglio gli elettori possono ricordarsi di noi ed assegnarci la propria fiducia e cioè il voto. 
E’ cambiato il modo di fare politica, bisogna finirla col criticare sempre tutto e tutti. Occorre essere propositivi e farsi conoscere come persone che hanno idee (per la verità queste non mancano mai) e le sanno applicare alle varie realtà di tutti i giorni. 
Il Napoli calcio, anni or sono, non avrebbe vinto lo scudetto se avesse messo in campo undici Maradona. Quella squadra aveva la fortuna di poter schierare un vero fuoriclasse, ma accanto a lui giocavano contemporaneamente altri calciatori con caratteristiche diverse dalle sue: chi per agire di punta, chi per conquistare palla a centrocampo, chi per difendere e così via. 
Anche un partito politico deve poter contare e deve organizzarsi schierando persone diverse, con compiti diversi, persone che tutte quante insieme e secondo le rispettive attitudini cercano di vincere o piazzarsi al meglio nel campionato che stanno disputando in quel momento. Ed in modo analogo dev’essere organizzata una sezione locale, una consociazione, oppure un gruppo regionale.
L’aspetto preliminare a tutto questo resta tuttavia uno solo: per ottenere attenzione e visibilità occorre metterci la propria faccia. 
Cari Amici, come possiamo pretendere di essere ascoltati dal grande e piccolo pubblico se bisbigliamo in sordina, uscendo allo scoperto solo di tanto in tanto?
Quante volte ci siamo sentiti rispondere dall’elettore al quale avevamo chiesto il voto frasi che suonano più o meno così: “Perché dovrei votare per voi? Siete così pochi, praticamente invisibili! E non raggiungete mai risultati apprezzabili sul territorio nazionale! “
In questo preciso momento, se vogliamo ancora portare avanti un’azione politica appena degna di questo nome, abbiamo il dovere morale di tornare in piazza, parlare con la gente, mostrare le antiche e gloriose bandiere con l’Edera, partecipare con il nostro simbolo a tutte le tornate elettorali che via via si presentano. E, per favore, cerchiamo di non pretendere il tutto e subito… potremo pensare di raccogliere qualcosa solo dopo anni di intenso lavoro.
Quante Sezioni hanno un Consiglio direttivo funzionante? Quante Sezioni hanno un Segretario che in ultima analisi non sia solo il Segretario di sé stesso? Quante volte al mese si riuniscono i componenti di una Sezione? Quante volte nel corso di un anno viene organizzata una serata in trattoria/pizzeria per fare conoscenza con gli altri iscritti e con i simpatizzanti esterni al Partito? 
Se la risposta a queste semplici, ma importanti domande Vi crea imbarazzo, temo dobbiate convenire con me che anche nelle cose banali di tutti i giorni, l’attività sociale, prima ancora che politica, langue paurosamente. E’ allora possibile saltar fuori di tanto in tanto per pontificare e parlare di massimi sistemi? 
Fossi io il Segretario Nazionale, organizzerei corsi di motivazione e relazioni umane per i repubblicani in non più giovane età. Mi consentite una battutaccia? Chissà che Nucara non vi abbia già pensato ed abbia accantonata l’idea valutando prossimo allo zero il risultato finale! 
Gli Amici oggi stanchi per aver combattuto migliaia di battaglie politiche sono sicuramente da comprendere; però chiedo loro di non continuare a vivere in un limbo d’oblio, che contempla solo ricordi del passato e non lascia spazio ai sogni per il futuro. Chi non se la sente più di continuare lo dica chiaramente e passi la mano, non senza aver prima individuato ed educato il proprio successore.
In questo modo sapremo anche su chi potremo contare, perché è inutile, anzi dannoso credere di essere un certo numero e ritrovarsi, al momento della verità, in uno sparuto drappello di creduloni che rischiano di raccogliere solo brutte figure, pagando in prima persona il disimpegno di tanti altri. 
Cari Amici, il patto che dobbiamo stringere tra di noi a questo Congresso consiste in almeno due anni di CONTEMPORANEO impegno politico A TUTTI I LIVELLI ED IN TUTTA ITALIA, in modo che ritrovandoci tra due anni al prossimo Congresso, potremo dire con soddisfazione: eravamo allo 0,6%, ora siamo al 2,6%

Chiavari, 7 aprile 2007
Paolo Bertuccio - Segretario Sezione Leone Garbarino – Chiavari 

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“Non vedo ancora la Chiavari che vorrei e questo rimane un compito che impegna noi ed attende i nostri giovani.
Sono convinto che sapremo reinserire Chiavari fra le città più avanzate d’Italia, per cui esisterà ancora un grande avvenire per la nostra città”

Paolo Bertuccio

Abbiamo distribuito manualmente il presente volantino in occasione di alcune recenti nostre presenze nelle strade di Chiavari allo scopo di conoscere il pensiero dei nostri concittadini.  Questionario sulla Città di Chiavari (scarica/visualizza)

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CHIAVARI FINE DI UNA STORIA

L’attuale maggioranza di centro-sinistra sarà ricordata prevalentemente per gli interventi connessi al transito stradale e botanico. Pochino per una Amministrazione espressa da una coalizione politica che da oltre un secolo attendeva di tornare a Palazzo Bianco. 
Lo schieramento è di tutto riguardo, la Giunta ed il Consiglio Comunale sono in buona parte composti da persone che già hanno amministrato Chiavari nel passato, oppure sono state presenti in Consiglio per molti anni sia in maggioranza che all’opposizione, guadagnandosi una lunga esperienza amministrativa e la conoscenza diretta del reale stato delle varie pratiche. 
I recenti avvenimenti hanno posto in risalto la profonda insoddisfazione di un gruppo consiliare che annovera anch’esso tra i suoi componenti persone di lunga e collaudata navigazione amministrativa, sollecitato all’abbandono della maggioranza da una moltitudine di propri sostenitori, cittadini chiavaresi elettori dello schieramento di centro-sinistra. 
Il Gruppo consiliare de “La Margherita” affonda ulteriormente il coltello nella piaga, lamentando anche il mancato rispetto del programma proposto ai propri elettori. Osserviamo che non solo non è stato preso in considerazione e/o attuato questo programma, ma neppure quello proposto nel 2003 dal candidato Sindaco del Centro-Sinistra. 
La gente comune si interroga sulle reali ragioni di questa crisi, “nell’aria” da parecchio, ma si può solo prendere atto che il tempo di questa coalizione si è irrimediabilmente concluso.
Salvo ripensamenti dell’ultima ora, che starebbero a dimostrare quanto sia lontano dagli attuali Amministratori il bene della città, il pallino del gioco dovrebbe essere rimesso nelle mani dei cittadini, chiamati alle urne per votare un nuovo Sindaco ed una nuova maggioranza che regga le sorti della cosa pubblica per il prossimo quinquennio.
Nelle strade, sulle piazze, nei luoghi pubblici, ci si interroga sul nome del nuovo Sindaco e sulla coalizione che lo sosterrà, esprimendo giudizi sul candidato ideale. 
Ci permettiamo di esprimere la nostra opinione in merito: l’Ideale non esiste. O peggio, se esistesse, forse sarebbe meglio starne alla larga. La civilissima Chiavari, la città rinomata nei decenni scorsi per l’alta qualità degli Istituti scolastici, da sempre sede di Tribunale e gremita di validi professionisti, può esprimere un buon cittadino medio il quale, con impegno, dedizione, spirito di servizio, coadiuvato da un gruppo di persone di altrettanto impegno e buona volontà, svolga dignitosamente l’alto ufficio al quale sarà eletto? Nessuno nasce Primario, Principe del Foro, Maestro del Modello Unico, Artigiano di grido, talentuoso Commerciante di prodotti alla moda.
Nel recente passato in altre parti d’Italia, il centro-destra ha presentato in varie occasioni candidati successivamente definiti improponibili. La storia dovrebbe insegnare qualcosa.

Chiavari, 10 Gennaio 2007 
Paolo Bertuccio
Coordinatore Sezione PRI Leone Garbarino-Chiavari

Lettera a Babbo Natale...

Caro Babbo Natale;
Come te la passi? Non dev’essere facile per Te districarti fra le migliaia di lettere che tanti individui, speranzosi come me, Ti inviano ogni giorno in prossimità della Tua ricorrenza. Sono un giovane padre di famiglia che lavora, paga le tasse regolarmente e vive una tranquilla, anche se non agiata, vita di provincia. Abituato come sei a ricevere lettere dai più piccini, immagino Ti starai chiedendo come mai un giovanotto già svezzato prende carta e penna per esprimerTi i suoi desideri. Presto detto: come molti altri concittadini mi trovo di fronte ad un problema al quale, in un primo momento di cieca euforia, non avevo prestato la necessaria attenzione e questo è il motivo per cui Ti scrivo. 
Forse questa lettera si distingue dalle quelle che sei abituato a ricevere, perché non Ti chiedo ciò che non ho e vorrei tanto avere, quanto piuttosto Ti chiedo di liberarmi da qualcosa che ho già e di cui solo ora mi accorgo farei volentieri a meno. Inoltre, lasciamelo dire, ritengo non si tratti di un piccolo egoismo personale, ma di un pensiero collettivo e faresti felice d’un sol colpo non solo me, ma anche milioni di Italiani. 
Liberaci, per favore, se puoi, dal Prof. Prodi, da molti indicato ad aprile di quest’anno come il male minore ed invece rivelatosi da mesi assai indigesto e molto caro (nel senso di costoso) per gli Italiani. 
Liberaci dal Ministro Visco e dalla sua sfrenata caccia agli evasori, che vede ovunque e gli tormentano l’esistenza. Forse li sogna pure la notte e devono certamente provocargli incubi tenebrosi, se si comporta di giorno come un novello Torquemada, attuando un giro di vite dopo l’altro. Non è mai appagato, promette sempre nuove indagini bancarie e tanti nuovi tipi di accertamenti fiscali mai visti prima d’ora, finendo però col prendersela sempre con i soliti noti. Chissà perché? Forse perché sono più facili da individuare? Forse perché non sa fare di meglio? O forse perché non vuole fare diversamente? A questi interrogativi ultraterreni solo Tu, caro Babbo Natale, puoi dare una risposta. 
Liberaci, se puoi, anche da Diliberto. Egli sembra incarnare tutti quei luoghi comuni che la gente ha finito con l’associare ai cosiddetti .”Comunisti vecchia maniera”, che poggiavano parte del proprio consenso assecondando le spinte più estreme della Società ed ora arrivano persino ad oltraggiare i propri Caduti. Sinceramente, la gente comune non sente il bisogno né di lui né dei suoi seguaci. 
Liberaci da D’Alema. Se puoi accontentalo nel suo ruolo di Ministro degli Esteri facendo sì che vi rimanga (all’Estero) il più a lungo possibile. 
Liberaci infine da Pecoraro Scanio e dai suoi ecologisti dell’ultima ora. Persone rette, a parole, da un profondo senso della natura, ma non altrettanto nei fatti. Qui ti chiedo, caro Babbo Natale, di superare Te stesso. Trova, se puoi, un bel posto di lavoro al Ministro dei Verdi, possibilmente a Genova, in centro, diciamo in Piazza Dante e trovagli pure un’abitazione a Novi Ligure, in modo che dovendo recarsi al lavoro tutte le mattine per timbrare alle otto, possa usufruire dell’autostrada che da quella località del Piemonte conduce al capoluogo ligure. Se non trovi un’abitazione a Novi Ligure, puoi tentare nella Riviera di Ponente, magari ad Arenzano, che pure è più vicina ed il tragitto autostradale più breve. Se poi Lui preferisce non servirsi dell’autostrada, poniamo, perché casualmente intasata dal traffico oppure preferisce percorrere l’Aurelia che è pure bella perché costeggia il mare ed attraversa tanti bei centri come Voltri, Pegli, Sestri Ponente, Sampierdarena ecc., liberissimo di farlo. L’importante è il rispetto delle norme stradali, dell’orario di lavoro e della sua presenza al volante. Non Ti chiedo di farlo lavorare molto in questa condizione: un annetto potrebbe bastare. 
Come dici? Per tutto questo ci vorrebbe un miracolo e Tu non sei autorizzato? Beh, pazienza, cambierò allora il mio desiderio con un altro, sicuramente più semplice. Fai in modo, come dice anche l’esiguo manipolo di giornali schierati col Centro-Destra, che nelle future elezioni, siano esse politiche od amministrative, questa coalizione la smetta di presentare candidati “improponibili”. Ne guadagnerebbe il Paese oltre alla coalizione medesima. 
Se ti rimane ancora tempo fai qualcosa anche per ridurre il numero spropositato di Ministri, ViceMinistri, Segretari, Sottosegretari, Comitati, Commissioni ecc. che vivono a spese di tutti noi contribuenti, senza dimenticarTi però dei Consiglieri Regionali, che ci costano anche loro un occhio della testa.
Il momento dei saluti e dei ringraziamenti è ormai giunto. Non vorrei impegnarTi oltre. Sai una cosa? Ho deciso di smetterla di riempire la mia giornata solo di cibo e di calcio televisivo, come fan tanti, ma di agire d’ora in poi in modo informato e di portare il mio piccolo contributo per migliorare la situazione in base alle mie forze e capacità, avendo inteso che non posso continuare a credere che il mondo cambi solo perché mi aspetto che gli altri facciano qualcosa per cambiarlo. Anche il mio piccolo granello di sabbia può essere d’aiuto. Se per tutto l’anno prossimo avrò svolto bene il mio nuovo compito, mi porterai a dicembre un bel regalo? 
Un abbraccio.

Il Tuo affezz.mo 
Italiano medio disilluso
Dall’aspra terra di Liguria, addì 1° Dicembre 2006

Paolo Bertuccio - Coordinatore Sezione Leone Garbarino - Chiavari

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Superior stabat lupus…

Sulla legge finanziaria per il 2007 sono stati già versati fiumi d’inchiostro e tutto, nel bene e nel male, sembra essere già stato detto e scritto. Secondo gli estensori (il Governo in carica) è ovviamente un’ottima base di partenza per il futuro, ridistribuendo reddito senza aggravio fiscale e garantendo sviluppo. Osserviamo una certa confusione regnare tra le fila della maggioranza: dapprima l’entità complessiva doveva essere di 33 Miliardi di Euro, scesi successivamente a 30, per risalire a 33 nel testo presentato al pubblico, e per assestarsi definitivamente su tale cifra, nonostante il tentativo di un correttivo, smentito da lì a pochi giorni dopo, che la portava a 34,5 MLD. 
Ma non è il solo ed unico esempio di incertezza della Maggioranza: ne fanno fede l’introduzione dal 1° Ottobre dell’obbligo di versamento di imposte e contributi con Mod. F24 telematico, rimasto poi tale solo per le Società di Capitali e soggetti assimilati, mentre per gli altri contribuenti tutto è rinviato all’anno nuovo. 
Inoltre, per l’introduzione del “reverse charge” a carico dei subappaltatori operanti nel settore edile (operazione partita il 12 Ottobre) e per l’eliminazione di alcuni Tribunali, il Sole 24 Ore di oggi 13 Ottobre ci dà notizia (pag. 29) del loro rinvio rispettivamente la prima al prossimo 1° Gennaio 2007, mentre la seconda (paventata chiusura dei Tribunali) non si farà più. 
Sbandierata anche come elemento di lotta all’evasione fiscale, la Legge Finanziaria 2007 si basa invece (non lo diciamo noi, ma ben più autorevoli Enti o personaggi, quali, tra gli ultimi solo in ordine di tempo, la Corte dei conti ed il Governatore della Banca d’Italia) principalmente su imposizione fiscale e pochi tagli alla spesa improduttiva. Su questo argomento ci sia consentito rinviare il cortese lettore al precedente scritto “Bravo Ravaglia” gentilmente pubblicato da La Voce repubblicana e rinvenibile sul sito www.prichiavari.com 
La lotta all’evasione fiscale è sempre stata un grande cavallo di battaglia del Centrosinistra, anche in campagna elettorale. In linea di principio non si può che essere d’accordo, ma nessuno, tantomeno i più tenaci propugnatori di tale lotta, ci hanno mai detto chi fossero gli evasori, tanto che ognuno aveva oramai indirizzato e consolidato il proprio pensiero sui soliti lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, professionisti). I pochi che inizialmente avevano osato obiettare qualcosa, erano stati rimbrottati dal Viceministro Prof. Visco con un lapidario ”costoro vogliono proteggere gli evasori!”.
Senonchè abbiamo dovuto attendere fino all’ 11 ottobre scorso per conoscere la composizione degli evasori per bocca di Bruno Vespa durante la trasmissione televisiva “Porta a Porta” . 
L’evasione annua si attesta nel nostro Paese a 311 Miliardi di Euro, così contraddistinti: Duecento miliardi provengono dall’evasione normale, Cento miliardi dall’evasione criminale, Sette miliardi dalle grandi Società di Capitali ed infine quattro miliardi dai lavoratori autonomi. Nella prima cifra, ha continuato Vespa, sono da comprendere 2.600.000 lavoratori dipendenti in nero e quelli col doppio lavoro, mentre il 50% delle grandi Società di Capitali dichiarano per più anni consecutivi risultati d’esercizio negativi (in perdita). Ho trasecolato! Perché allora tutto quell’accanimento contro i lavoratori autonomi, quando la loro evasione rappresenta poco più dell’1% del totale? Mi è tornata in mente una favoletta di Fedro: “Superior stabat lupus, longeque inferior agnus…” Tutti sappiamo come finisce la favola di Fedro.


Chiavari, 13 Ottobre 2006 
Paolo Bertuccio
Coordinatore Sezione Leone Garbarino - Chiavari

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ELENA BONO

Laziale di nascita, ha i sempre vissuto a Chiavari. Qui ha scritto tutte le sue opere di poesia, teatro, narrativa, critica e traduzioni da Sofocle, opere che saranno tradotte in parecchie lingue.
Nella sua nuova antologia del ‘900 il critico Giovanni Casoli la definisce la più grande scrittrice vivente. Stas Gavronski, per RAI libro, scrive di lei: ”La più grande scrittrice italiana del dopoguerra, ma sono in pochi a saperlo”.
Dopo gli esordi con Garzanti, Elena Bono, definita “scrittore scomodo” e “voce fuori dal coro”, ha affidato le sue opere all’editrice Le Mani di Recco (Genova). Tra i suoi numerosi lavori ricordiamo: I galli notturni, Alzati Orfeo, Piccola Italia, Invito a Palazzo, Ballata in tre tempi per Francesco d’Assisi. 
Molte sue opere sono dedicate alla Resistenza, che visse come sfollata a Bertigaro, sopra Borzonasca e sotto il Passo della Forcella, collaborando volontariamente con i Partigiani. Su questo episodio storico ha scritto “Per Aldo Gastaldi Bisagno”, un saggio storico-biografico in onore del grande comandante della Divisione Cichero, ora sepolto nel cimitero di Staglieno, nel femelio, dov’è anche Mazzini. 
“Le spade e le ferite” (Ed. Le Mani, 1985), considerata da molti la sua opera più intensa tra quelle riguardanti le vicende della lotta Fieschi/Doria, nelle quali spiccano l’uso multilingue del dialetto genovese, siciliano, della lingua latina, francese e tedesca, è stata rappresentata in prima assoluta nell’estate 2000 sull’antica piazza di San Miniato e successivamente ad Arezzo. Tra gli interpreti Eros Pagni che interpretava la figura di Papa Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo Fieschi.
In occasione della replica, tenutasi al Teatro Cantero di Chiavari nel novembre del 2000, le è stato conferito il “Premio Novaro per la cultura Ligure” , già tributato ad altri illustri personaggi liguri, tra i quali Vittorio Gassman, Ivo Chiesa, Emanuele Luzzati e Renzo Piano. 
Nel marzo 2001 ha ricevuto a Palermo il Premio “Universo Donna” per la letteratura; con lei sono state premiate Anna Maria Fanfani per la solidarietà sociale e Rita Pavone per la musica leggera.
La Società Economica di Chiavari ricorda spesso la Scrittrice, organizzando rappresentazioni dei suoi lavori. L’ultima in ordine di tempo è stata: “ Giuseppe Garibaldi: Quasi una storia di famiglia” (Le Mani Editore) il 7 luglio del corrente anno, presenti l’Autrice ed il cordiale coniuge Cav, Giobatta Mazzini.
“Mio marito, pur chiamandosi Mazzini e pur essendo discendente del medesimo ceppo di Giuseppe, è forse più parente di Garibaldi” disse nell’occasione Elena Bono consegnando a chi scrive una copia del volume con dedica autografa. 
Già, come mai? Presto detto. La famiglia Puccio, imparentata con gli avi di Mazzini, era anche cugina di Giuseppe Garibaldi. 
La storia ci ricorda infatti che l’Eroe dei due Mondi soggiornò a Chiavari insieme col suo aiutante, ospite del cugino Alberto Puccio il 5 e 6 settembre 1849 dove giunsero miracolosamente da Cesenatico. Un mese prima (il 4 agosto) nella Fattoria Guiccioli aveva trovato la morte l’amata moglie Anita. 
Una targa in Via Martiri della Liberazione ricorda l’evento.



La Dott.ssa Elena Bono


Il Cav. Gio Batta Mazzini ed 
il Dott. Paolo Bertuccio

Con Decreto del Presidente della Repubblica del Dicembre 2004, la Prof. Elena Bono è stata insignita dell’Ordine di Commendatore della Repubblica. Nell’aprile dell’anno successivo la Scrittrice organizzava una festa di ringraziamento alla quale hanno partecipato numerose autorità ed amici. Nella foto sottostante si può notare, sulla destra, il compianto Bruno Lauzi recentemente scomparso, legato ad Elena da profonda amicizia e stima reciproca.

Di seguito riportiamo per chi desideri visionarla, in formato Acrobat (.pdf), la poesia: San Giorgio e la fanciulla

Elena Bono

L’impegno di Elena Bono con il Partito Repubblicano Italiano.

Avvicinata sul finire degli anni ’70 dal compianto Florindo Bassi, all’epoca vero rifondatore ed animatore della locale sezione chiavarese del PRI intitolata a Leone Garbarino, Elena fu candidata per il collegio dell’Italia Nord Occidentale alle elezioni per il Parlamento Europeo che si tennero per la prima volta nel 1979. 
Tra i candidati del PRI in tale Collegio erano Susanna Agnelli, Jas Gawronki, Roberto Olivetti, mentre negli altri Collegi ricordiamo, tra gli altri, non potendo menzionarli tutti: Giorgio Bassani, Adolfo Battaglia, Luciano Bolis, Michele Cifarelli, Stelio De Carolis, Giuseppe Galasso, Vittorio Ripa di Meana, Bruno Visentini. 
Fu eletta Susanna Agnelli, ma Elena ottenne un più che lusinghiero risultato personale. 
Qui di seguito riportiamo per chi desideri visionarlo, in formato Acrobat (.pdf), il volantino distribuito nell’ occasione dai sostenitori di Elena e del PRI.

Visualizza, in formato Acrobat (.pdf), il volantino distribuito nell’ occasione dai sostenitori di Elena e del PRI...

Sono passati quasi trent’anni da quel giorno. Le parole di Elena, che non tutti forse compresero, riecheggiano adesso il loro profondo significato profetico. Questa è una caratteristica costante degli appartenenti al PRI, di non essere compresi al momento, ma di vedere, anni dopo, le proprie idee, talvolta modificate neppure tanto, riproposte da altri come se niente fosse, quasi si trattasse di farina del loro sacco. 

Chiavari, 29 Settembre 2006
Paolo Bertuccio 
Sezione PRI “Leone Garbarino” – Chiavari (GE)

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L’Europa ha superato gli USA? Si, forse, anzi no.

La Stampa di giovedì 17 agosto 2006, con un articolo di spalla in prima pagina a cura di Carlo Bastasin, titolato: “L’Europa che sorpassa gli USA” ci mette a conoscenza che “negli ultimi giorni le statistiche hanno rivelato che tra i due mondi (quello europeo e quello USA ndr) non c’è in fondo quell’oceano di differenza” .Non solo la crescita dell’economia della zona euro sta superando quella americana, ma la recente revisione storica dei dati degli ultimi tre anni dimostra che il vantaggio di performance è attribuibile quasi interamente alla superiore crescita demografica americana”.
L’Autore prosegue rilevando come “la crescita europea è un esempio di ammodernamento del modello sociale: in Germania l’occupazione torna a crescere grazie a contratti di lavoro meno rigidi; le delocalizzazioni hanno raddoppiato il fatturato estero delle grandi imprese ma facendo raddoppiare gli investimenti in ricerca in Europa; nei Paesi più innovatori, la riqualificazione delle produzioni sta alzando il livello dei salari e dei consumi”
Il Lettore poco attento e quello che dopo aver letto alcune righe di un articolo o peggio ancora dopo aver preso visione solo dei titoli grossi ritengono d’essersi già fatta un’opinione, se si fossero fermati a questo punto, avrebbero ben donde d’essere convinti che l’economia europea ha superato quella degli USA. 
Tuttavia l’Autore stesso afferma che la lezione per il dibattito italiano non è di conservazione, ma di riforma e tuttavia questo passo verso la flessibilità non è sufficiente. Si chiede infine se il consumatore europeo sarà in grado di tenere il piede sull’acceleratore. La risposta viene dalla medesima fonte. Difficile. Il governo tedesco deve tagliare il disavanzo pubblico e lo farà aumentando le tasse sui consumi (3 punti di IVA). La BCE alzerà i tassi per evitare che ci siano rimbalzi dei prezzi rincarati dall’IVA su salari da tempo compressi, L’euro quindi si rafforzerà e l’economia europea nel 2007 si troverà contro vento.
Si aggiunga che nella pagina dell’economia il medesimo quotidiano rincara la dose: “l’economia USA è in frenata, l’inflazione pure, il mercato immobiliare stenta” . Prendendo le mosse da una decisione del Presidente della Federal Reserve dell’8 agosto durante la quale Ben Bernanke aveva annunciato una pausa nella politica di rialzo dei tassi, (numerose sono state le critiche al suo operato) ora v’è chi pensa che nel 2007 i tassi potrebbero muovere verso il basso. L’articolo conclude col richiamo alla produzione industriale, in aumento a luglio dello 0,4% contro uno 0,6 atteso ed uno 0,8 di giugno, soprattutto a causa dei tagli operati alla produzione dalle case automobilistiche ed al calo dei permessi edilizi e del settore immobiliare in genere. 
Il medesimo giorno anche il sole 24 Ore pubblicava, in prima pagina di spalla, un analogo articolo a firma di Alberto Quadrio Curzio dal titolo: “Il sorpasso che l’Europa deve ancora fare”.
Dopo aver dato conto di cifre e percentuali sulla dinamica di crescita del primo e secondo trimestre 2006 nella Ue e nella Uem, l’autore prosegue: “E’ certamente significativo che nel secondo trimestre il Pil europeo sia cresciuto congiunturalmente dello 0,9% e quello americano dello 0,6%, ma non basta questo confronto per affermare che l’economia europea stia superando in dinamica quella USA. Non bisogna infatti dimenticare che dagli inizi degli anni 80 il tasso di crescita del PIl americano è andato tendenzialmente accelerando e quello europeo decelerando e che, se ci limitiamo agli ultimi 10 anni dal ’95 al 2005, la crescita USA è stata in media annua di almeno un punto superiore a quello della Ue”.
Anche questo Autore si interroga su quali politiche potrebbe adottare l’Ue per recuperare strutturalmente crescita. Egli propone il rilancio di tre grandi strategie della Ue che sembrano segnare il passo: Trattato Costituzionale, Patto di stabilità e crescita, Strategia di Lisbona. Prosegue suggerendo che “andrebbe ripresa la proposta di emissione di titoli del debito pubblico europeo –avanzata a suo tempo da Tremonti- con cui finanziare gli investimenti comunitari in grandi progetti, sia la modifica del piano di stabilità per ridurre la portata nei deficit delle spese per investimenti infrastrutturali e in ricerca scientifico-tecnologica. Conclude facendo un’analisi della situazione di Germania, Francia e Italia, che unite rappresentano i due terzi per Prodotto Interno Lordo della Uem e quasi il 50% dell’Europa allargata ai 25 Paesi.
La Germania sta recuperando dopo anni di ristrutturazioni, accentra in patria crescenti investimenti in ricerca e sviluppo, esporta tecnologie e decentra molte produzioni nei Paesi a basso costo di lavoro. Inoltre, la grande coalizione guidata dalla Signora Merkel non ha creato discontinuità rispetto a quanto fece il governo Schroder. La Francia, in una situazione politica più complessa, continua la sua politica di espansione delle grandi banche ed imprese soprattutto in Europa ed in Italia. 
Ed il nostro Paese? Secondo A. Quadrio Curzio “l’Italia è purtroppo la più debole perché le scelte politiche hanno ben poca attenzione sostanziale al sistema produttivo”. Ci vogliono più investimenti in ricerca e sviluppo e infrastrutture, perdiamo competitività e produttività e la situazione energetica è grave. Si lascia che “le imprese, che fanno davvero molto, non solo debbano lottare da sole sui mercati internazionali, ma si trovino anche a combattere contro un clima burocratico e tendenzialmente anti-economico”. 
Nostro scopo non è di mettere in risalto eventuali differenze di valutazione tra i due giornali (e ve ne sono molte), pur tenuto conto che entrambi appartengono al medesimo schieramento, quanto piuttosto scoprire quale atteggiamento potrebbe assumere l’ipotetico distratto lettore del nostro esempio precedente riferito al nostro Paese.
Se rammentiamo bene, durante la campagna elettorale antecedente le elezioni politiche di aprile 2006, secondo uno dei due schieramenti, il Paese era allo sfascio più totale. Ora, dopo circa cento giorni dalle elezioni e dalla vittoria di quello schieramento, tutto tace sul fronte disfattista quasi che d’un colpo i poveri non siano più poveri, i disoccupati siano calati di molti punti percentuali, i giovani precari abbiano visto trasformarsi il precariato in lavoro a tempo indeterminato, lavoratori e pensionati approdino facilmente alla quarta settimana del mese e via dicendo.
Occorrono maggiori investimenti in ricerca e sviluppo ed in infrastrutture, ma il Ministro Di Pietro ha dichiarato proprio in questi giorni che non ci sono soldi per le grandi opere, comprese quelle che proprio grandi non sono, quali passanti vari, bretelle ferroviarie ed autostradali. 
Reperire risorse finanziarie senza un ulteriore aggravio fiscale a carico dei soliti noti sarà la pietra angolare di questo Governo. I primi giorni di agosto non lasciano presagire nulla di buono sul fronte della tassazione perché, nonostante tutto, pare si voglia continuare a colpire i lavoratori autonomi soprattutto con la revisione (e l’appesantimento) degli studi di settore ai quali invece non sono sottoposte, come sappiamo, le imprese che realizzano annualmente ricavi oltre dieci miliardi di vecchie lire. Una bella scommessa per il Governo? Introdurre gli studi di settore anche a carico dei soggetti che finora ne sono esentati. Oltretutto porterebbe un po’ di parità di trattamento tra gli imprenditori ed eliminerebbe il pericolo di vere o presunte liste di buoni da una parte e cattivi dall’altra. E la famosa imposta di successione? Prima o poi il Governo non resisterà alla tentazione di mettervi mano sia con riferimento all’ovvia debenza dell’ imposta che alla probabile revisione delle modalità di determinazione della base imponibile, rimessa forse alla libera determinazione dell’Agenzia delle entrate. Finalmente gli eredi avranno ottenuto la fatidica bicicletta e saranno contenti (da tutti i punti di vista). 
Riteniamo che l’aumento della competitività e della produttività vada ricercato in un’equa suddivisione fra tre grandi centri di responsabilità: lo Stato affinché non appesantisca imprese grandi e piccole con adempimenti burocratici che nulla hanno a che vedere col legittimo controllo statale su produzione e distribuzione affinché questi momenti economici non contengano o si trasformino in illeciti; le Imprese, le quali dovranno pur tornare all’attività caratteristica qual’era lo scopo per la loro costituzione, non tralasciando gli obiettivi di lungo periodo che ne consentano non solo la mera conservazione, ma anche il potenziamento e l’espansione; i Lavoratori –quale ne sia la categoria e la qualifica- affinché diano il meglio di sé ricambiando per quel che sono pagati, anche perché questo significa conservazione del posto di lavoro… salvo si preferisca la cassa integrazione o la chiusura della fabbrica, del negozio, dell’ufficio. 
Ce n’è per tutti e tutti, a nostro modesto parere, dovrebbero riflettere.
Buone vacanze!

Chiavari, 20 Agosto 2006
Paolo Bertuccio 
Sezione PRI “Leone Garbarino” – Chiavari (GE)

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Liberalizzazioni: Atto Secondo.

Era stato fin troppo facile prevederlo ed ora si è puntualmente avverato. I primi esercizi a vendere i farmaci da banco e quelli senza obbligo di ricetta non sono stati il fruttivendolo sotto casa od il piccolo magazzino rionale, ma tre Ipercoop ubicate rispettivamente a Carpi, Ferrara e Bari.
Secondo quanto riporta il 24 Ore del 17 agosto, che titola: “Si vendono più farmaci che pasta. Nei market Coop i medicinali da banco valgono già il 2% del fatturato” la vendita dei medicinali consentirebbe di fare affari d’oro. “Nei tre giorni di apertura della vendita dei medicinali nell’ipermercato barese di Santa Caterina, la Coop ha fatturato con i farmaci da banco l’1,9% dell’intero giro d’affari di tutto il punto vendita, compresi i frigoriferi, mountain bike, surgelati e detersivi” , mentre “negli ipermercati Coop di Carpi e Ferrara le medicine hanno rappresentato l’1,5% delle vendite totali”. 
A questi tre ipermercati, si sarebbero aggiunte le due Parafarmacie Benessere aperte dalla vicentina Helty nei centri commerciali di Vicenza e Rovigo.
Per chiarezza, diciamo subito che i farmaci inclusi nella classe C (a totale carico del paziente) si contraddistinguono così: OP: con obbligo di prescrizione medica; SOP: senza obbligo di prescrizione ed infine OTC: derivato dall’inglese on the counter, cioè medicinali da banco, per i quali non sussiste l’obbligo di prescrizione medica. 
Il decreto Bersani/Visco sulle liberalizzazioni rende possibile la sola vendita dei farmaci classificati SOP e OTC presso qualsiasi negozio al dettaglio con la presenza di un Farmacista iscritto all’Albo, ma per il momento la situazione della libera vendita è quelle sopra descritta.
Sempre secondo il predetto quotidiano, i farmaci più venduti sarebbero l’Enterogermina, il Maalox, la pomata Voltaren, la Tachipirina e l’Aspirina a prezzi più bassi del 25% rispetto alla farmacia. 
Da qui l’ovvia domanda: Perché le farmacie non riducono anch’esse i prezzi di vendita al dettaglio del 25%? Risposta: perché non a chiederlo a loro? Seconda: probabilmente perché non possono. I margini di guadagno sono uguali per tutti .. salvo per il soggetto in grado di acquistare quantitativi così rilevanti da poter strappare un extrasconto al produttore. E poi le farmacie non possono agire pesantemente sulla riduzione dei ricavi perché il conto economico va comunque rispettato ed infine perché esse sono soggette agli Studi di Settore (che obbligano a dichiarare ricavi e redditi determinati matematicamente dal programma GERICO ed in alcuni casi, probabilmente mai raggiunti, pena l’accertamento dell’Agenzia delle entrate) , mentre Ipercoop, Centri Benessere ecc. sono esenti dagli Studi di Settore per legge, realizzando un volume annuo di ricavi superiore ai dieci miliardi di vecchie Lire

Chiavari, 18 agosto 2006
Paolo Bertuccio 
Sezione PRI “Leone Garbarono” - Chiavari 

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Liberalizzazione

Farmacisti: finalmente si possono comprare i medicinali da banco, mentre si scelgono asparagi e melanzane.

Peccato che per potere comprare un medicinale, anche da banco, occorra la presenza di un farmacista, lautamente pagato, e quindi gli unici esercizi commerciali che avranno la forza economica ed organizzativa per vendere realmente tale tipo di prodotti, oltre alle farmacie, saranno i supermercati, le cooperative e la grande distribuzione in genere.
Risultato finale, i medicinali, probabilmente, dopo una prima illusoria e pilotata piccola diminuzione, aumenteranno di prezzo sia nelle farmacie che nei supermercati, ed inoltre, a quanto è dato saper, non esistono "i grandi magazzini di turno" e quindi, se la liberalizzazione dovesse portare, come è prevedibile, ad una diminuzione del numero delle farmacie, bisognerà ammalarsi solo durante il comune orario di lavoro.
Una splendida liberalizzazione a vantaggio esclusivo di potentati economici ben noti.
D'altra parte un esempio concreto di queste pseudo-liberalizzazioni è sotto gli occhi di tutti, e tutti ne pagano le conseguenze: prezzo della benzina liberalizzato, uguale per tutte le compagnie, che ringraziano, livellato in alto con conseguente cartello ai danni dei consumatori.
Ad abumdantiam si ricordi anche quanto è successo con i CAF a danno di Dottori Commercialisti e Ragionieri.
Notariato: finalmente si possono vendere gli autoveicoli senza andare dal notaio e pagare "il pizzo di 500 euro, come affermato dall'Onorevole Capezzone e sventolato, sia pure senza l'uso del termine "pizzo", da tutti i maggiori giornali.
Premesso che l'onorario notarile per il passaggio di proprietà di un’auto non supera in nessun caso euro 50, essendo tutti gli altri puri costi quali imposte e tasse a favore dello Stato, basta al riguardo verificare sul sito internet dell'Automobile Club Italiano. 
Il mancato intervento del notaio produce:
A) l'impossibilità di ottenere, anche a distanza di anni, una certificazione che attesti, in assenza della registrazione al P.R.A., l'avvenuta vendita dell'autoveicolo con conseguente impossibilità di contestare le multe che dovessero arrivare al venditore;
B) la totale incertezza dell'acquisto: le agenzie si limitano ad autenticare le firme e non hanno alcuna responsabilità in ordine:
- all'effettiva proprietà di chi si dichiara proprietario;
- all'esistenza di vincoli derivanti dalla comunione legale;
- ai poteri di firma da parte di rappresentanti di società, enti, persone giuridiche, minori, incapaci, interdetti, falliti, eredi dell'intestatario deceduto, ed altri casi analoghi;
C) alla possibilità di un aumento esponenziale del traffico delle auto rubate: basta costituire, da parte di gruppi malavitosi, un’ agenzia pratiche auto per le innumerevoli (si parla di alcuni milioni) di automobili rubate ogni anno che oggi, proprio per il controllo notarile, per la massima parte vengano cannibalizzate per i pezzi di ricambio, e domani verranno vendute a poveri acquirenti inconsapevoli con problemi non solo economici ma anche penali ove non si dimostri la propria buona fede.

Chiavari, 19 luglio 2006
Paolo Bertuccio e S. L. simpatizzante P.R.I.
Sezione P.R.I Leone Garbarino

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Sinistra, Destra, Elezioni...

Sarebbe tutto molto più semplice se anziché chiamarli centro-destra e centro-sinistra, potessimo identificarli in modo diverso che non richiamasse una qualche provenienza storica od il posto occupato nel Parlamento. Suggerisco Gialli e Birulò, oppure Violetti ed Ocra, in modo che la gente non possa schierarsi con questo o con quello per inconscia simpatia verso una coalizione ed antipatia verso l’altra, oppure ancora perché dichiararsi sostenitori di una determinata coalizione fa molto trendy in quel momento, ma solo e soltanto perchè ha preso visione del programma di ciascuna coalizione e la scelta è caduta sull’una o sull’altra dopo una valutazione personale. 
In questo caso, svincolati i contendenti da antiche appartenenze, quale differenza possono riscontrare gli elettori fra il Partito dei Gialli e quello dei Birulò, oppure tra la formazione politica dei Violetti e quella degli Ocra? Non il fatto che Tizio o Caio o Sempronio, notoriamente schierati con una forza politica, siano oggi presenti, poniamo, il primo con i Birulò, l’altro con gli Ocra ed il terzo con i Gialli, perché anche in anni recenti, col via vai che c’è stato da una parte all’altra, con Parlamentari che hanno girato anche tre/quattro Partiti, chi ci capisce più è bravo. 
L’unico elemento di differenziazione sarebbe dunque il programma presentato da ciascun gruppo. 
Se l’Elettore Medio trova difficoltà a reperire le 280 pagine del programma di una coalizione e le 20 dell’altra, possono allora sopperire le letture di giornali, di periodici, la visione di trasmissioni televisive specializzate, la consultazione di siti Internet. Non le chiacchiere da bar, dove ciascuno forse inconsciamente ma altrettanto inevitabilmente è portato a magnificare le qualità dei propri preferiti. 
Non perché giornali, quotidiani, siti Internet non facciano uguale, ma almeno lo sappiamo prima. Invece constatare all’indomani, dopo averci dormito sopra una notte, che un buon amico la sera prima ha cercato di trasmetterci le proprie idee senza darlo troppo ad apparire, può risultare fastidioso e forse può anche rovinare un’amicizia ritenuta inossidabile fino ad allora. 
“Porta a Porta” è una delle trasmissioni più gettonate di questi tempi. Recentemente vi abbiamo visto sfilare il Premier uscente ed il suo antagonista dell’Unione, l’On.le Bertinotti ed il Ministro Maroni, l’On.le Rutelli ed il Ministro Tremonti, gli On.li Mastella e Diliberto con gli On.li La Malfa e De Michelis. L’elettore che preferisce la rissa può aver apprezzato di più un certo tipo di puntata, quello che desidera capire ne ha preferito sicuramente un’altra.
Dato per pacifico che un autorevole Uomo politico, come lo sono senz’altro quelli citati, non si presenta in Tv solo per dire “votate per me” o per mostrare agli spettatori la bellezza dei suoi abiti o degli occhiali, se li porta, ne consegue altrettanto pacificamente che la conversazione scivola sul programma delle due coalizioni. Ne abbiamo viste di tutti i colori. Chi era un po’ emozionato, risultando peraltro preciso; chi è riuscito anche a fare un poco di sana ironia; chi si sforzava di chiarire ai telespettatori le conseguenze di una certa manovra economica, e chi, non avendo nulla da dire, sorrideva imbarazzato rispondendo con battutine di spirito e definendo stupidaggini le argomentazioni dell’interlocutore.
Il 9 e 10 Aprile si vota.

Chiavari, 22 marzo 2006 
Paolo Bertuccio 
Sezione Leone Garbarino

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Progresso: conquistarlo è difficile, conservarlo di più.

“Se questa della penetrazione verso l’interno ancora spopolato è la funzione economica principale della ferrovia nei paesi nuovi, anche nei paesi vecchi essa raggiunge un risultato che, sotto molti aspetti, non è molto diverso. Le ferrovie sorte nel vecchio continente per facilitare il movimento delle persone da città a città e delle merci dai porti o dalle miniere alle sedi dell’industria od ai maggiori centri di consumo,… offrono uno stimolo all’intensificazione ed alla trasformazione della produzione agricola in gran parte del paese. … Ne derivano la specializzazione e l’incremento di quelle colture che offrono maggiori possibilità di guadagno e nello stesso tempo un fortissimo aumento nel commercio internazionale. … Ma queste conseguenze economiche hanno potuto manifestarsi in tutta la loro ampiezza se non quando le costruzioni ferroviarie assunsero proporzioni tali da creare delle reti nazionali complete e congiungere fra loro le varie reti nazionali in modo che merci e viaggiatori potessero viaggiare ininterrottamente sullo stesso mezzo di trasporto da una estremità all’altra di un continente. Questo risultato non fu raggiunto – ed anche limitatamente all’Europa ed all’America del Nord –che fra il 1860 ed il 1870”. 
Questi alcuni brani del libro di Gino Luzzatto “Storia Economica dell’età moderna e contemporanea” – parte seconda - Cedam Editore, adottato in numerose Università italiane.
Osserviamo che da tale epoca ai giorni nostri (fino all’anno anno 2002, secondo l’ultima edizione del Calendario Atlante De Agostani – Novara) il Bel Paese ha costruito e messo in esercizio quasi 16.000 Km di ferrovie, di cui 6.221 elettrificate a doppio binario e 4.670 elettrificate, ma a binario unico. I restanti 5.100 Km sono linee non ancora elettrificate.
La Francia, giusto per citare un Paese che viene regolarmente tirato in ballo ogni volta che si vogliono fare paragoni fra l’Italia e qualche altro Stato del resto del mondo, con una superficie quasi doppia a quella dell’Italia ed una popolazione pressoché eguale (57 milioni d’abitanti secondo il censimento 2001 per noi, contro i 58,5 milioni per i cugini d’Oltralpe secondo il censimento del 1999), aveva in esercizio nel 2002 – sempre dati del Calendario Atlante- ferrovie per 29.352 Km., di cui 14.482 elettrificate. Linee ad alta velocità collegano Parigi a Lione, Rennes, Bordeaux, e Calais (quest’ultima si prolunga fino a Bruxelles). Nel 1998 è stata avviata la costruzione della linea ad alta velocità tra Parigi e Strasburgo, che dovrebbe essere terminata, secondo le previsioni iniziali, nel 2006.
Michele Calcaterra, corrispondente da Parigi de “il Sole 24 Ore”, ci fa sapere col suo articolo del 1° dicembre 2005 che circa un anno prima era stato inaugurato in Francia il ponte autostradale più alto del mondo: 343 metri d’altezza. Ma la vera notizia è un’altra: l’opera è stata consegnata con alcune settimane d’anticipo rispetto al previsto e la spesa complessiva ha rispettato le previsioni iniziali. Con i parametri ai quali siamo abituati qui da noi, ci sarebbe da gridare allo scandalo! Prosegue ancora Calcaterra: “Nel giro di una decina d’anni tutta la Francia sarà attraversata dalla linea TGV e sarà collegata con il resto dell’Europa”.
Il Celeste Impero- sempre secondo il sopra citato Calendario Atlante- ha in esercizio poco più di 59.500 Km di ferrovie, di cui 17.409 Km di linee elettrificate; dal 1994 è in funzione una linea ad alta velocità tra Canton e Shenzhen, mentre un’altra è in progetto tra Pechino e Shanghai.
Il “Sole 24 Ore” dell’11 Marzo 2005 con un articolo di Luca Vinciguerra, corrispondente da Pechino, precisa le ultime novità ferroviarie cinesi. Vi si legge del governo “.. consapevole che le strade ferrate nazionali sono del tutto insufficienti per tenere il passo con il boom dell’economia e con la modernizzazione del paese … Entro il 2020 Pechino prevede di aumentare la lunghezza complessiva dei binari a 100mila chilometri”,… con un investimento di circa 240 miliardi di dollari, di cui 12 da spendere nel 2005. Si vuole costruire una maglia di otto arterie ferroviarie che vadano da est ad ovest, per intersecarsi con altrettante linee che taglino il paese da Nord a sud. Il decimo piano quinquennale (2001/2005) prevede una spesa di 42 miliardi di dollari per i seguenti lavori: “Seimila Km di linee principali e mille di secondarie da costruire ex-novo; tremila Km di linee già esistenti da raddoppiare; 6mila Km di binari da elettrificare; migliaia di vagoni e montagne di attrezzature da acquistare” Tra queste, è in costruzione una delle ferrovie tra le più alte del mondo, che collegherà il Tibet al Quinghai e che per una tratta di 962 Km supererà i 4.000 metri d’altezza. E’ inoltre prevista la costruzione di linee ad alta velocità tra le metropoli della costa orientale. La linea ad alta velocità Pechino/Shanghai sarà il fiore all’occhiello di questa grandiosa operazione. Solo per quest’opera è prevista una spesa di 12 miliardi di dollari, ben investiti aggiungiamo noi, se si pensa che il treno viaggerà ad una velo