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Romano Prodi ignorò i colpi di maggioranza
Qualcuno dovrebbe avere il buon senso di avvisare il professor
Prodi, che si indigna per "il
metodo attuato dalla maggioranza" (che sulle riforme "mette a rischio
le istituzioni"), che questo metodo deriva dalla maggioranza della passata
legislatura e proprio sulle riforme. Fu il centrosinistra - Prodi allora era
impegnato a Bruxelles e non se ne è sicuramente accorto - a decidere di
approvare la modifica della Costituzione a colpi di maggioranza e alla fine
della legislatura, tanto da costruire un mostro, come la riforma del titolo V
della Carta Costituzionale. Non solo, ma questo nonostante che una parte, per
quanto minoritaria, della coalizione di allora, contattasse tutti gli altri
partiti per evitare in extremis un simile errore. Che non fu evitato. E Prodi
non sentì il bisogno di intervenire con il suo monito dall'ufficio in cui era
assorto all'epoca. Se ora è maturata questa convinzione nell'animo del
professore, la cosa non può che farci piacere, non si stupisca però di quanto
accaduto o sta accadendo. La primogenitura incosciente nasce tutta nel suo
schieramento, tanto che, per evitare al professore una figura menzognera od
ipocrita, meglio sarebbe che qualcuno dei suoi sostenitori glielo ricordasse.
Articoli tratti da "La Voce Repubblicana" - di Stelio De Garolis
Ricordato Visentini alla Camera Anche se molti si sono dimenticati del suo vero partito
- Un leader repubblicano che la sinistra vuole per se
La Fondazione della Camera dei deputati nella giornata di martedi 22 marzo, presso la sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, ha promosso un incontro per ricordare il professore Bruno Visentini nel decennale della sua scomparsa.
Se fossero stati invitati i giornalisti della stampa estera ignari delle vicende politiche del nostro Paese dal dopoguerra ai giorni nostri, ed avessero ascoltato i relatori, ad eccezione del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e dell'onorevole Enzo Bianco, avrebbero commentato che la partecipazione semisecolare alla vita pubblica dell'illustre scomparso è stata dedicata alle fortune della sinistra italiana.
Bruno Visentini è stato invece decisivo nell'animare il contributo alla crescita democratica del Paese nel Partito repubblicano italiano di cui fu presidente dal 1979 al 1992. E' stato il Pri a volerlo più volte nei governi italiani per rappresentare quella "borghesia illuminata" di cui a lungo avrebbe interpretato i valori identitari. E profondamente politica e di radicati convincimenti repubblicani fu la visione che Visentini ebbe del sistema tributario, che ai suoi occhi non fu mai un complesso freddo ed astratto di regole, procedure, cifre.
Nell'esercizio della leva fiscale, Visentini vedeva invece uno snodo istituzionale delicato e di sostanza: il luogo in cui si realizza tanta parte del rapporto tra autorità e libertà ed in cui emerge con più forza la responsabilità individuale rispetto al benessere della comunità nazionale, fissati con chiarezza della Costituzione repubblicana.
E' stato il Pri a volerlo per due mandati nel Parlamento Europeo per continuare, nelle aule di Strasburgo, la battaglia dei federalisti, perché accanto alla comunità economica si coltivasse il sogno di una unione politica dell'Europa.
Averlo invece voluto ricordare per l'elezione al Senato della Repubblica nel 1994, nel collegio di Venezia e per volontà della sinistra, ci è apparso molto limitativo, soprattutto per la statura del professore. Tra l'altro occorre ricordare che il suo rapporto con il Partito comunista in Veneto, in particolare a Treviso dove era nato, a Venezia dove viveva ed a Mestre, che era uno dei principali snodi industriali e commerciali dell'area, non fu sempre foriero di intese.
Consentitemi di rievocare un episodio che mi coinvolse direttamente e che riguarda il commissariamento della federazione del Pri di Venezia avvenuta alla fine del `1987. Il segretario Giorgio La Malfa ed il presidente Bruno Visentini mi scelsero per questo importante e delicato incarico che poi ci portò alla conquista del sindaco di Venezia con l'avvocato Antonio Casellati. Lo scontro, anche allora, nel Pri, era per i rapporti a sinistra, e posso testimoniarvi che le indicazioni, una sorta di diktat che Bruno Visentini periodicamente mi impartiva, erano quelle di svolgere il ruolo di una autentica contrapposizione al Pci. Visentini comprendeva bene che le possibilità di successo per il Partito repubblicano erano
dettate dal riuscire a rappresentare un'alterna-tiva democratica e moderna alla sinistra, quanto e come si era in grado di dimostrarlo alla Democrazia cristiana. Piuttosto, egli non riusciva in questo ruolo a trovare un punto di distinzione vera dal Psi di Craxi, di cui subiva una notevole fascinazione.
Per cui, se da una parte ci fa piacere che un altro grande repubblicano sia stato ricordato dalla Fondazione della Camera dei deputati, riteniamo che si sia persa l'occasione per avere una informazione più completa; forse la presidenza della Camera avrebbe dovuto preoccuparsi del problema di equilibrare il ricordo di una personalità politica che, dall'immediato dopoguerra al 1992, aveva militato nel Pri e che, solo per un anno e mezzo della sua vita, dalla fine del `93 all'aprile del '95, era diventato un indipendente di sinistra.
Articoli tratti da "La Voce Repubblicana" - di Stelio De Garolis
Inaugurata la nuova sede del Pri di Cremona, presente La Malfa - E' stata intitolata ad una storica figura della tradizione repubblicana: Arcangelo Ghisleri
Un segnale tangibile verso la rinascita cittadina
L'intervento di Anselmo Gusperti in occasione dell'inaugurazione della nuova sede Pri di Cremona alla presenza del presidente del Pri Giorgio La Malfa.
Nel duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini i Repubblicani Cremonesi si ritrovano qui per inaugurare la nuova sede del Partito Repubblicano Italiano.
In questa sede troveranno posto sia la Sezione cittadina che la Consociazione Provinciale, e magari, col tempo, altre associazioni a noi affini. Naturalmente rimarrà intitolata ad un grande cre-monese e un grande repubblicano Arcangelo Ghisleri.
Una sede che sarà la casa di tutti coloro che vorranno unirsi a noi per discutere di politica e di buona amministrazione nella rinnovata tradizione del motto che ci distingue "Idea E Azione". Da qui deve ripartire quell'azione di elaborazione politica e di idee amministrative che è sempre stata la nostra peculiarità ( uno dei motti di Ugo La Malfa fu " La forza delle idee " ) e che manca, oggi più che mai, sia a livello locale che a livello nazionale. Una mancanza che, guarda caso, coincide con l'indebolimento del P.R.I. e con l'accantonamento del pensiero laico , del modo di ragionare laico.
Noi questa situazione non la accettiamo : la riapertura della sede cremonese del P.R.I. è il segnale tangibile della volontà di battersi contro questo declino. Con l'inaugurazione della sede cremonese del P.R.I. noi intendiamo offrire un punto fisico di riferimento. all'elaborazione politica cittadina e provinciale.
Gli ultimi risultati di questa elaborazione sono : il convegno sulla "Bacinizzazione del Po e Navigazione
Fluviomarittima",tema che, constatiamo con grande soddisfazione, è stato ripreso e fatto proprio da altri partiti ; il convegno sul "Fabbisogno Energetico Della Provincia Di Cremona"; il convegno sul "Progetto Globale della Gestione Urbanistica della Citta e del Suo Territorio"; tutti temi che sono dei capisaldi del nostro programma elettorale per le prossime elezioni regionali ma, è il caso della bacinizzazione, hanno anche una gran-de valenza nazionale.
Ma mi auguro e ci auguriamo che da questa sede parta anche lo sprone per stimolare e favorire, la riscoperta dello spirito civico che si va perdendo nei cittadini cremonesi , lo sprone per la riscoperta dello spirito e perché no, dell'orgoglio repubblicano, negli ultimi tempi, diciamolo pure, un po' assopito. Proviamo allora a ricordare chi siamo e cosa siamo noi repubblicani.
Noi Repubblicani del P.R.I. non siamo ex qualche cosa, non siamo nuovi, non siamo aggettivati, siamo repubblicani e basta. Siamo quello che siamo sempre stati, nella nostra storia ultracentenaria, lontana e moderna. I ritratti su queste pareti ne sono buona testimonianza. Da qui discende la nostra forza e deriva il nostro carisma, che ci viene riconosciuto da tutte le altre parti politiche, amiche e avversarie.
La nostra storia è fatta di persone pulite, austere, apostoli di idee, con un'idea alta della "res publica" e dell'Italia, che della politica hanno fatto uno scopo di vita, che dalla politica non hanno mai tratto vantaggi personali. Ma la nostra storia è fatta anche di persone concrete, attente ai bisogni ed agli interessi degli italiani , di tutti gli italiani, non di una sola parte, di una sola classe, di una sola o di poche categorie. E anche questa è la nostra forza.
La forza di chi sa parlare di doveri quando tutti gli altri sanno rivendicare solo diritti per solleticare le corde più basse del populismo forse più redditizio ma sicuramente più miope.
La forza di chi sa di non aver padroni, referenti come si dice oggi, di chi sa di non aver interessi precostituiti da difendere, siano essi economici o ideologici, pur se di facciata; la forza di chi non ha lobbies dietro le spalle o sulla testa da mungere, da ringraziare o da ossequiare.
Ecco perché il nostro pensare ed il nostro operare è leggero e indipendente, indirizzato a tutti e nell'interesse di tutti.
Ecco, amici, questa sede ospiterà queste persone e questo spirito.
Anselmo Gusperti segretario provinciale Pri Cremona - Articoli tratti da "La
Voce Repubblicana"
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